Islam algerino, ecco l’uomo del dialogo - Nigrizia
Algeria Politica e Società
Chi è il nuovo rettore della Grande Moschea di Algeri
Islam algerino, ecco l’uomo del dialogo
Uomo di vasti studi, dal diritto islamico alla finanza, il religioso Mohamed Mamoune El Kacimi El Hassini, da poco guida della più grande moschea africana, è anche noto per le sue doti di confronto e di apertura
27 Aprile 2022
Articolo di Rocco Bellantone
Tempo di lettura 3 minuti
(Interlignes)
Mohamed Mamoune El Kacimi El Hassini

Mohamed Mamoune El Kacimi El Hassini è il volto nuovo dell’islam algerino. Lo scorso 10 marzo il presidente della repubblica, Abdelmadjid Tebboune, lo ha nominato rettore della Grande Moschea di Algeri

Nato il 25 febbraio del 1944 a El Hamel nella provincia di M’Sila, nella parte settentrionale del paese, lo sceicco è un profondo conoscitore del diritto islamico. Si è formato a La Mecca, in Arabia Saudita, seguendo gli insegnamenti del padre, lo sceicco Mustapha Ben Mohamed, e ha studiato a Parigi.

Ha iniziato a insegnare all’età di 19 anni. È stato rettore dell’Istituto El Kacimi, fondato dal fratello El Khalil. Successivamente ha ricoperto diversi incarichi di prestigio a livello accademico nonché alte cariche presso il ministero algerino degli affari religiosi, occupandosi in particolare dell’organizzazione di numerosi simposi scientifici e conferenze internazionali.

Presidente della Ligue Rahmania des zaouias scientifiques e membro del Consiglio superiore islamico d’Algeria, è da sempre uno strenuo difensore della lingua araba e punto di riferimento dell’esegesi malikita (ovvero la scuola musulmana di diritto basata sull’insegnamento di Mālik ibn Anas) e del rito asharita (movimento teologico al quale aderisce la gran parte del mondo islamico sunnita fondato dal teologo Abu al-Hasan al-Ash’ari). Esperto di economia e finanza islamica, è inoltre uno dei principali consiglieri della banca islamica El Baraka.

Per via della sua lunga esperienza alla guida della Zaouia Kassimia di Bou Saada, località situata circa 240 chilometri a sud della capitale Algeri, il religioso è abituato al confronto diretto con persone di ogni età e condizione. «È un uomo di consenso, dialogo, raccordo e apertura, un uomo del suo tempo con una vasta esperienza amministrativa» ha detto di lui a Jeune Afrique Ahmed El Mahdi, accademico, professore di Scienze islamiche e in passato suo collaboratore. Un know how che gli sarà molto utile ora che si appresta ad assumere il compito delicato di tenere le redini della Djamaa el Djazair, la più grande moschea di tutto il continente africano, la terza al mondo dopo la Masjid al-Haram de La Mecca e la Moschea del Profeta di Medina.

Mohamed Mamoune El Kacimi El Hassini dovrà affrontare da subito due sfide non semplici. In primis allontanare i sospetti e le critiche che hanno accompagnato la progettazione e la costruzione della Grande Moschea di Algeri. Voluta fortemente dall’ex presidente Abdelaziz Bouteflika, la moschea fece parecchio discutere per l’ingente cifra spesa per realizzarla (circa 900 milioni di euro), per la zona in cui è stata eretta nel comune di Mohammadia (considerata a rischio sismico e situata nei pressi della foce del torrente El Harrach, da tempo molto inquinato) e per il fatto che a effettuare i lavori fu una ditta cinese con manodopera cinese e non locale.

Ma soprattutto lo sceicco è stato scelto per riconciliare l’islam algerino con la spiritualità e la vocazione all’apertura e al dialogo originari. Caratteristiche travolte da ideologie fondamentaliste durante la lunga guerra civile durata dal 1991 al 2002.

 

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