Mondo letterario in lutto

Amici, sostenitori e artisti hanno reso omaggio ieri a uno dei più noti autori e attivisti per i diritti gay in Africa, Binyavanga Wainaina, morto martedì a Nairobi, all’età di 48 anni, in seguito a malattia.

Vincitore nel 2002 del Premio Caine per la scrittura africana, Wainaina è stata una figura chiave nella comunità artistica che ha promosso autori locali. L’anno successivo fondò Kwani? Una piattaforma per giovani autori dell’Africa orientale. Grazie alla sua scrittura critica, ironica e tagliente, divenne rapidamente uno dei saggisti più amati della rivista Granta, di cui fu un frequente collaboratore. Nel 2013 fu ospite del Festivaletteratura di Mantova.

Ha anche contribuito a creare tolleranza per la comunità LGBT presentandosi pubblicamente nel 2014 come gay in Kenya, un paese in cui le leggi continuano a criminalizzare il comportamento omosessuale. Ha anche rivelato di essere sieropositivo. Un coming out fatto, disse, per preservare la sua dignità, dopo il quale la rivista Time lo inserì nella sua lista delle “100 persone più influenti” del pianeta.

La scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie scrisse che Wainaina rappresentava una “omosessualità demistificata e umanizzata”, rivelando che decise di parlare apertamente dopo la morte di un amico: “Sentì l’obbligo di contrastare la vergogna che faceva morire la gente come il suo amico, in silenzio”.

La morte di Wainaina arriva pochi giorni prima di un’attesa sentenza di un tribunale in Kenya, venerdì, sull’abolizione delle leggi che criminalizzano il comportamento omosessuale. Le leggi keniane, come quelle di molti altri paesi africani che vietano le relazioni omosessuali, sono vestigia del dominio coloniale britannico. (Voice of America / The Nation)