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La denuncia nel rapporto annuale di Amnesty international
Kenya: 167 civili uccisi dalla polizia nel 2021
31 Marzo 2022
Articolo di Redazione
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Attivisti della società civile in una marcia pacifica per protestare contro gli alti tassi di esecuzioni extragiudiziali della polizia, nel gennaio 2019 a Nairobi (Credit: Khrc)

In Kenya la polizia ha ucciso illegalmente 167 persone l’anno scorso, alcune delle quali arrestate per aver violato le restrizioni legate al Covid-19. A denunciarlo è il rapporto annuale di Amnesty international sullo stato dei diritti umani nel mondo, secondo cui la polizia kenyana è stata anche responsabile della scomparsa forzata di 33 persone nel 2021.

Nel suo rapporto l’organizzazione accusa la polizia di aver usato “una forza eccessiva e talvolta letale per sedare le proteste”, denunciando la persistente impunità nei confronti dei responsabili. “Solo 28 procedimenti giudiziari sono stati avviati contro sospetti autori di omicidi illegali e sparizioni forzate”, fa sapere il gruppo per i diritti umani.

Le forze di polizia della nazione dell’Africa orientale sono da tempo accusate di essere tra le più brutali al mondo. Ma il rapporto denuncia anche altre violazioni compiute dalle autorità governative, come il violento sgombero forzato di più di 3.500 residenti dello slum di Kibos, nella contea di Kisumu, e di più di 3.000 nelle baraccopoli di Mukuru Kwa Njenga a Nairobi. Sgomberi attuati nonostante una sentenza del tribunale che stabilisce che gli sgomberi forzati violano i diritti fondamentali alla dignità umana.

Amnesty denuncia inoltre che il governo non sembra fornire adeguati insediamenti alternativi o risarcimenti per i residenti e non ha rispettato il suo obbligo di garantire l’accesso all’alloggio come indicato dai tribunali.

Altre violazioni dei diritti umani menzionate nel rapporto includono la violenza di genere, la libertà di espressione e i diritti dei rifugiati e degli immigrati.

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