Kenya

Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, e Raila Odinga, capo della coalizione di opposizione (NASA), si sono incontrati venerdì scorso, nella Harambee House di Nairobi.

L’incontro, che si è svolto a porte chiuse, non era stato annunciato ed ha colto di sorpresa molti ma, secondo voci molto credibili, sarebbe stato preparato segretamente da parecchi mesi con numerose telefonate dirette e anche incontri, avvenuti, secondo i ben informati, durante le ore notturne. Kenyatta e Odinga avrebbero avuto anche molte pressioni, sia dall’interno della loro stessa cerchia familiare (le due famiglie sono legate dal tempo della lotta anticoloniale, nonostante abbiano capeggiato campi avversari nell’arena politica) che dalla diplomazia occidentale, in particolare quella statunitense e quella britannica.

Dopo l’incontro, i due si sono presentati alla stampa insieme, promettendo che avrebbero collaborato per assicurare un miglior futuro al paese.

Raila Odinga, nel suo discorso, citando Abramo Lincoln, ha dichiarato che era tempo di valutare dove il paese era arrivato nel raggiungimento degli obiettivi che erano stati posti al momento dell’indipendenza. Ha anche osservato che, nonostante il lavoro durissimo per dotare il paese di una nuova costituzione, ancora non si è ottenuto un risultato soddisfacente, perché non è cambiato il modo di gestire le diversità del paese. Ed è su quello che ora si intende lavorare. “E’ arrivato per noi il tempo di confrontarci e risolvere le nostre differenze. Queste differenze stanno diventando troppo radicate. Dobbiamo salvare i nostri figli da noi stessi.”

Uhuru Kenyatta ha sottolineato come il paese sia più grande di ogni individuo. “Perché il paese sia unito – ha detto –  bisogna che i leader siano uniti… A partire da oggi, io e mio fratello (Raila) abbiamo deciso di curare il nostro paese”. I due hanno poi comunicato di aver dato mandato all’ambasciatore Martin Kimani e all’avvocato di Odinga, Paul Mwangi, di supervisionare la messa a punto di un programma che possa portare alla riconciliazione del paese, in modo che possano essere raggiunti gli obiettivi della pace, dell’unità e della giustizia. (The Standard / Kenyans)