Si volta pagina?
Approvata con referendum il 4 agosto, la nuova carta è stata promulgata oggi dal presidente Kibaki. Un’analisi dei problemi in campo.

Il presidente del Kenya, Mwai Kibaki, ha promulgato oggi nella capitale Nairobi la nuova Costituzione approvata con referendum il 4 agosto. Alla cerimonia, che si è tenuta all’Uhuru Park, hanno assistito decine di migliaia di persone e partecipano capi di stato di molti paesi, dirigenti di organizzazioni internazionali, diplomatici e rappresentanti delle religioni.

 

Per la chiesa cattolica era presente l’arcivescovo di Nairobi, il cardinale John Njue. I vescovi keniani, nel confronto che ha preceduto l’approvazione in parlamento del testo della Costituzione poi sottoposto a referendum, avevano chiesto, insieme con altre denominazioni cristiane, modifiche dell’articolo che riguarda l’aborto e a quello relativo ai tribunali islamici.

 

Ha creato qualche tensione la presenza alla cerimonia del presidente del Sudan Omar el-Bashir, dal 4 marzo 2009 sotto mandato d’arresto della Corte penale internazionale (Cpi) per crimini di guerra e contro l’umanità commessi nella regione sudanese del Darfur, dove da sette anni è in atto una guerra civile. Human Rights Watch (Hrw) aveva chiesto alle autorità keniane di negare l’ingresso a el-Bashir o di arrestarlo. Secondo Hrw il Kenya, in quanto paese che ha ratificato lo statuto di Roma del 2002, che è a fondamento della Cpi, dovrebbe cooperare per rendere esecutivo il mandato d’arresto.

 

La nuova Costituzione, approvata con il 68% dei voti, potrà essere applicata solo attraverso una serie di interventi legislativi. A questo scopo, nell’arco di tre mesi, dovrà essere formata un’apposita commissione parlamentare.

 

Ecco un’analisi di Nigrizia, pubblicata alla vigilia del referendum, che dà modo di approfondire i temi e i contrasti legati alla nuova carta costituzionale.