Kenya

La giornata di ieri potrebbe essere ricordata come il giorno di un nuovo inizio per il Kenya, un paese percepito dai suoi cittadini come gravemente diviso. Alla presenza di 5.000 delegati in rappresentanza di tutti i gruppi politici e sociali delle 47 contee è stato presentato il rapporto della Building Bridges Iniziative (Iniziativa per costruire ponti – BBI), lanciata dal governo l’anno scorso, dopo la stretta di mano (nella foto) tra il presidente Uhuru Kenyatta e il maggior esponente dell’opposizione, Raila Odinga, alla fine di un processo elettorale che aveva drammaticamente diviso il paese.

Alla cerimonia hanno presenziato tutti i leader politici e in particolare il presidente Uhuru Kenyatta, il vicepresidente William Ruto, e Raila Odinga che hanno dimostrato una inusuale unità di intenti.

Il rapporto è stato preparato da un gruppo di esperti incaricati dal presidente di raccogliere gli umori del paese sulla situazione attuale e le raccomandazioni per il futuro. Gli esperti hanno intervistato più di 7.000 cittadini, 400 leader eletti nelle istituzioni anche nel passato, e molti altri di tutti i gruppi sociali. È stato tenuto conto anche delle note scritte, inviate agli esperti da 755 cittadini che avevano partecipato alle assemblee locali organizzate per le consultazioni.

I maggiori problemi identificati riguardano: il senso di appartenenza nazionale, le enormi differenze di reddito, la disoccupazione (soprattutto giovanile), la politica (tutta volta al potere invece che allo sviluppo del paese), la corruzione, l’uso di gran parte del budget nazionale per le spese delle istituzioni e il decentramento (non sufficientemente inclusivo).

Il rapporto ha anche presentato numerose raccomandazioni che saranno discusse in un forum, programmato per il prossimo gennaio, che metterà a punto le strategie di azione.

Con l’avvicinarsi della fine del suo secondo e ultimo mandato, il presidente Kenyatta punta sulla BBI come parte fondamentale della sua eredità politica. (Redazione)