Kenya: sale l’acqua nei laghi della Rift Valley - Nigrizia
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Il fenomeno rischia di trasformarsi in un vasto disastro ambientale
Kenya: sale l’acqua nei laghi della Rift Valley
I laghi del Kenya hanno visto negli anni aumentare in modo significativo il livello dell'acqua. Un fenomeno, le cui cause non sono ancora accertate, che preoccupa per i danni a lungo termine su ambiente, economia e popolazioni. Ma per il governo non è una priorità
13 Febbraio 2023
Articolo di Redazione
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Edificio sommerso dalle acque del lago Nakuru

La Rift Valley è la profonda e lunghissima fenditura che attraversa l’Africa orientale dal Mozambico all’Eritrea e prosegue a nord fino al Libano. Al suo interno si trovano una serie di laghi d’acqua dolce e alcalina organizzati in una sorta di catena.

Laghi che in Kenya hanno visto negli anni aumentare in modo significativo il livello dell’acqua. Una crescita che va dal 21% per il lago Naivasha al 123% per il Solai. Con case, scuole, ospedali, infrastrutture e coltivazioni allagati o sommersi.

Lo evidenzia un rapporto del 2021 del governo kenyano e del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) che stima siano state circa 80mila le famiglie (400mila persone) colpite dalle esondazioni a partire dal 2010. Le conseguenze economiche sono molto gravi, poiché i terreni agricoli e le infrastrutture hanno subito danni notevoli.

Non è chiaro perché questi laghi si stiano alzando in questo modo. Per alcuni scienziati la causa sono le abbondanti piogge, anche se il cambiamento climatico negli ultimi due anni ha provocato nel Corno d’Africa, e nel Kenya nord-orientale, una persistente siccità.

Per altri, l’innalzamento è collegato a profondi movimenti geologici in atto nel l’East African Rift System, una valle che si sta spaccando, mentre le placche tettoniche (quella africana e quella somala) lentamente si spostano. Altri ancora attribuiscono il fenomeno mutamenti nelle forze di attrazione dell’Oceano Indiano.

Precipitazioni ed evaporazione

Per scoprire cosa vi sia alla radice dell’aumentato livello dell’acqua, nel 2021 l’Istituto di idrologia e gestione delle risorse idriche dell’Università delle risorse naturali e delle scienze della vita (Boku) di Vienna ha condotto una ricerca effettuando un’analisi dettagliata dei laghi più colpiti, utilizzando dati di telerilevamento satellitare.

In particolare ha studiato la trasformazione avvenuta nelle aree di superficie del lago, il livello e i volumi d’acqua, i fattori che determinano il flusso dell’acqua e l’equilibrio idrico dei laghi.

I risultati raccolti avvalorano la prima tesi, ovvero che alla base dell’aumento ci siano le abbondanti precipitazioni avvenute dal 2010 e i cambiamenti nelle condizioni idroclimatiche.

“Sono sufficienti cambiamenti anche minimi nell’equilibrio idrico per spiegare il fenomeno”, scrive Matteo Herrnegger, scienziato senior del Boku su The Conversation. “Un aumento di precipitazioni annue anche solo dello 0,4-2%, infatti, determina una crescita notevole del livello d’acqua”.

Dall’analisi dei dati sono emersi alcuni fattori. Innanzitutto i ricercatori hanno verificato che, mentre tra il 1984 e il 2010 i laghi del Kenya hanno mostrato fluttuazioni non rilevanti nelle aree idriche, queste sono poi aumentate drasticamente, come accennato, a partire da quell’anno.

Ad esempio, il lago Baringo aveva un’area idrica di 118 km² nel 1995. Ma tra gli anni 2014 e 2020 l’area idrica si è ampliata di oltre il 52%, raggiungendo 195 km².

L’area idrica del lago Solai, un lago più piccolo e meno conosciuto a sud del lago Bogoria, è aumentata da 3 km² nel 1984 a quasi 12 km² tra il 2014 e il 2020, una crescita di ben quattro volte.

Sono state riscontrate, inoltre, differenze significative tra livelli di acqua minima e massima per tutti i laghi studiati, con oscillazioni che vanno da 2,4 metri a 8 metri e mezzo.

Il livello dell’acqua del lago Solai è aumentato di 8,5 metri, seguito da Baringo (8,2 metri), Naivasha (7,5 metri), Nakuru (6,4 metri), Bogoria (5 metri) ed Elementaita con 2,4 metri. Per la maggior parte dei laghi, i livelli più alti sono stati raggiunti intorno al 2013/2014, e nel 2020 si sono poi registrati nuovi massimi record.

Le precipitazioni, come scritto in precedenza, sono aumentate molto nei bacini dei laghi tra il 2010 e il 2020 e questo è, secondo i ricercatori, un fattore chiave.

Un ulteriore fattore che determina l’equilibrio idrico è l’evapotraspirazione, che indica la quantità di precipitazioni disperse nell’atmosfera e assorbite dal terreno. Lo studio però ha dimostrato che anche questo è aumentato, benché non si conosca precisamente di quanto poiché non esistono dati per convalidare i risultati provenienti da simulazioni numeriche.

Mutazioni cicliche

Da sempre il clima nell’Africa orientale ha mostrato una significativa variabilità, con ripercussioni nel livello dei laghi. A lunghi periodi di grave siccità, come quello in corso negli ultimi due anni, si sono alternati a volte periodi di grande umidità.

Il lago Naivasha, ad esempio, fu ridotto a una pozzanghera intorno al 1850, e il livello basso dell’acqua era persistito negli anni ’40 e ’50. In effetti, il lago Naivasha a metà del 1890 appariva quasi totalmente prosciugato. Tanto che i pastori maasai potevano facilmente attraversarlo con il loro bestiame.

L’attuale incremento dell’acqua rappresenta un serio rischio per la gente che vive intorno ai laghi, data l’attuale densità di popolazione nell’area. Un pericolo incombente per le persone, le abitazioni, le coltivazioni, la pesca di sussistenza, l’economia e per l’intero ecosistema.

Rischio contaminazione

Le ricerche degli storici hanno dimostrato che diecimila anni fa i livelli dell’acqua erano significativamente più alti.

A sud del lago Turkana c’era un lago chiamato Suguta che era profondo 300 metri, con una superficie di circa 2.150 km². Vale a dire che era 10 volte più grande dell’attuale lago Baringo. I laghi Bogoria e Baringo furono poi collegati e drenati a nord verso Suguta, cosicché scomparvero bruscamente circa 8.500 anni fa.

Movimenti di espansione che sembrano destinati a riproporsi.

A partire dal 2020 il lago Turkana ha inghiottito il più piccolo lago Logipi, mentre il lago Baringo, dopo aver inglobato il meno noto Lago 94, ha proseguito il suo ampliamento verso l’interno per circa otto miglia, e il lago Oloiden è scomparso nel lago Naivasha.

Ora il lago Baringo (acqua dolce) e il Bogoria (alcalina), si muovono l’uno verso l’altro, minacciando di diventare un unico specchio d’acqua.

Il rischio, se dovessero connettersi nuovamente, sarebbe una  contaminazione provocata dalla mescolanza tra acqua alcalina e dolce che avrebbe impatti devastanti sugli ecosistemi acquatici.

Per ora non sembra vi siano soluzioni efficaci per affrontare questo fenomeno che peraltro, nonostante la sua potenziale gravità, continua a non essere tra le priorità del governo kenyano.

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