Le industrie della difesa non possono nominare ai vertici dipendenti pubblici usciti da meno di 3 anni dalla p.a.
Ai vertici dell’azienda nominato l’ennesimo generale: Nazzareno Cardinali, ex ispettore capo del genio aeronautico. È il nuovo presidente di Selex Communications. In barba alla legge 185.

Un altro generale lascia le forze armate per andare ai vertici di una società di Finmeccanica, l’holding nella top ten dei principali produttori di armi mondiali che ha quale azionista di riferimento il Ministero dell’Economia: è Nazzareno Cardinali, fino a poco tempo fa  ispettore capo del genio aeronautico. È il nuovo presidente di Selex Communications, la società che si occupa di elettronica  nella galassia Finmeccanica. Prende il posto di un altro ex alto ufficiale, il generale Guido Bellini che aveva assunto l’incarico nella società a fine 2005, dopo una brillante carriera nell’Esercito, conclusa con la carica di Comandante Generale dei Carabinieri, nella Benemerita aveva ricoperto l’incarico più prestigioso nel periodo 2002-2004.

Non è una novità: è sufficiente leggere i nomi dei vertici delle società di Finmeccanica per vedere che fra le poltrone più importanti, generali ed ammiragli abbondano.

La legge 185 del 1990 che disciplina il commercio delle armi “made in Italy” vieta alle industrie della difesa di assumere in posizioni apicali dipendenti pubblici nel triennio successivo alla fuoriuscita dalla pubblica amministrazione. La norma è stata introdotta per evitare il rischio di una pericolosa commistione  fra chi è il committente degli appalti e chi dirige le società beneficiarie.

Ovviamente ciò  può avere riflessi sul bilancio pubblico e sulle politiche di difesa. Del resto, il passaggio di alti ufficiali dai vertici delle Forze Armate alla guida delle società produttrici di armi è un fenomeno che interessa molti paesi, soprattutto gli USA. Si tratta, infatti, di un intreccio pericoloso, già denunciato con forza negli anni ’50 dall’allora presidente statunitense, Eisenhower per possibili condizionamenti del complesso militare-industriale nei confronti della società.

Nel 2008 è stato rinnovato il consiglio di amministrazione di Finmeccanica, in cui sono stati riconfermati, oltre al n.1 Guarguaglini, anche l’ammiraglio Venturoni e l’ambasciatore italiano a Washington, Castellaneta, inoltre è da sottolineare il subentro dello statunitense Richard Greco ex Sottosegretario alla Marina Militare  di Washington. Quest’ultima nomina è un ulteriore segnale de di Finmeccanica, che sta diventando sempre più multinazionale, infatti   nei prossimi anni dipenderà meno dall’attività italiana, mentre  le commesse del mondo anglosassone sono destinate a crescere. Infatti, con l’acquisizione di DRS Technologies il gruppo italiano rafforza la sua posizione verso il Pentagono. All’elenco sono da aggiungere anche Lord Bach, ex ministro della difesa per gli approvvigionamenti militari di Londra, nominato presidente di Selex Sensors and Airborn System. Tale società, secondo Finmeccanica  fra le principali a livello europeo nell’elettronica per la difesa.  Alla fine del 2007 si è dimesso dall’incarico.

Il processo di assunzione di alti ufficiali e dei dirigenti della pubblica amministrazione ha interessato anche le società estere di Finmeccanica. Sempre nel 2008 Alenia North America (controllata da Alenia Aeronautica) ha nominato l’ex ammiraglio Edmund P. Giambastiani junior a presidente del consiglio di amministrazione della società. Prima di lasciare le forze armate statunitensi l’ufficiale ha ricoperto la carica di Vice Capo di Stato Maggiore della Difesa, la seconda carica militare degli USA.

“Finmeccanica è onorata di avere l’Ammiraglio Giambastiani nel CdA di Alenia North America – ha dichiarato Guarguaglini, presidente di Finmeccanica – Mi auguro che la sua lunga esperienza e le sue capacità possano favorire l’ulteriore espansione del gruppo negli Stati Uniti, un mercato di grande espansione strategica per Finmeccanica”.