Politica estera/ Francia e Africa del Mediterraneo
Nicholas Sarkozy ha annunciato una svollta nella politica africana dell’Eliseo, un cambio di rotta che l’Africa guarda ancora con sospetto soprattutto per la gestione dell’immigrazione e i nuovi accordi sul nucleare.

In campagna elettorale, prima di diventare il nuovo presidente della Francia, Nicholas Sarkozy aveva annunciato una svolta nella politica africana dell’Eliseo. Un cambio di politica che l’Africa guarda ancora con sospetto, soprattutto per la gestione dell’immigrazione del neopresidente: quote definite per i flussi migratori in base ai soli bisogni francesi; accordi bilaterali per il rimpatrio degli immigrati irregolari; giro di vite sui ricongiungimenti familiari.
 
Sui rapporti con i singoli stati africani, Sarkozy si era detto deciso a rompere la tradizionale “politica paternalistica” di Chirac. Di certo nessuno si aspettava che di questa svolta avrebbe fatto parte il nucleare: prima gli accordi con la Libia, dopo il ruolo chiave giocato nella risoluzione del caso delle infermiere bulgare, ora il Marocco, dove Sarkozy ha appena concluso un’importante visita politica e di affari.
 
Da Tangeri, il presidente francese ha annunciato che Parigi e Casablanca lavoreranno insieme ad un progetto sul nucleare civile  . La notizia è stata confermata anche dalla società francese Areva, che ha detto di aver avviato degli “incontri preliminari” con il Marocco.
Solo pochi mesi fa c’era stato un annuncio simile: Sarkozy aveva garantito alla Libia il sostegno politico e tecnico del suo paese allo sviluppo di centrali nucleari in Libia. Grazie ai buoni rapporti con l’Algeria, la Francia può ora far pesare la sua influenza su quasi tutta l’Africa settentrionale e, in cambio, appoggiare le politiche dei paesi maghrebini: durante la visita  Sarkozy ha definito il progetto marocchino sulla questione dell’autonomia del Sahara occidentale “ serio e credibile”, importante per “uscire dall’empasse” in cui si era bloccata la politica.

Ma quello sul nucleare civile non è stato l’unico accordo stretto tra il presidente francese e re Mohammed VI: in Marocco, con Sarkozy, sono arrivati anche 70 imprenditori francesi. Sono stati firmati contratti civili e militari per un totale di 3 miliardi di euro. L’accordo raggiunto più importante riguarda la linea ferroviaria ad alta velocità, che dovrà legare Tangeri e Casablanca. Un progetto da due miliardi di euro, affidato per buona parte a tre imprese francesi: Alstom, la Société nationale des chemins de fer français (SNCF http://www.sncf.com/) e la Réseau ferré de France.
Inoltre, la Francia ha venduto al Marocco una fregata polivalente di classe FREMM, per 500 milioni di euro. Nel pacchetto rientrano anche 25 elicotteri Puma, 140 mezzi militari e un sistema di sorveglianza delle frontiere. Il tema della sicurezza è stato decisamente importante per l’incontro tra i due capi di stato: sono stati firmati una convenzione di sicurezza sociale, un nuovo protocollo per il trasferimento dei fondi francesi all’estero.

 
In conclusione della visita, Sarkozy ha invitato tutti i capi di stato del Mediterraneo a un meeting in Francia nel giugno 2008, per gettare le basi di una “unione economica, politica e culturale, fondata sull’uguaglianza”, e soprattutto per parlare di immigrazione. Sul modello della conferenza di Rabat, che nel 2006 aveva visto la partecipazione di 57 paesi,  il meeting francese vuole essere infatti soprattutto un’occasione per discutere e migliorare la gestione dei flussi migratori che legano le due rive del Mediterraneo. Sarkozy non è però entrato nei dettagli e non si è sbilanciato nel fare i nomi dei paesi che verranno invitati al convegno.
 
Ma proprio nei giorni della visita di Sarkozy, il giudice incaricato dell’inchiesta sulla sparizione, nel 1965, dell’oppositore marocchino Mehdi Ben Barka ha lanciato cinque mandati d’arresto internazionali nei confronti di altrettanti militari marocchini. Un ulteriore segnale che la politica africana della Francia sta cambiando: questa estate 5 presidente africani sono stati messi sotto inchiesta dalla magistratura francese per aver deviato fondi pubblici a scopi privati, un mese più tardi la stampa francese ha rivelato nuovi particolari sulla missione militare francese “Tourquoise” che operò in Ruanda, tra il 22 giugno e il 22 agosto del 1994: alcuni documenti proverebbero le responsabilità di Parigi sul genocidio in Ruanda. L’inchiesta sul caso è stata aperta due anni fa.
 
Sulla politica in Africa di Sarkozy:  
Sarkozy guarda al Maghreb: l’editoriale di nigrizia mensile di giugno 2007