INCONTRI & VOLTI – APRILE 2014
Alex Zanotelli

La situazione dei rom a Napoli è tra le peggiori che ho visto in Italia. Per di più sto costatando un persistente razzismo in questa città, ma credo che valga per altre realtà in Italia.

Uno dei tanti campi rom sul territorio di Napoli era collocato in Via del Riposo, a fianco del cimitero monumentale di Poggioreale. È il caso di osservare come i morti siano trattati molto meglio dei vivi. I rom infatti vivono una condizione disumana e disumanizzante. Di fatto 450 rom, tra cui 200 bambini, vivono su una discarica.

Da anni si sta insistendo con l’amministrazione comunale perché trovi un altro spazio dove questa gente possa vivere più dignitosamente. Ma senza risultato.

Ma torniamo in Via del Riposo. Nella tarda serata del 12 marzo, nel quartiere attorno al campo rom, si è sparsa la voce che due ragazzini rom avevano molestato una ragazzina napoletana. Questa ragazza è stata accompagnata all’ospedale dove i sanitari hanno riscontrato un stato di grave ansia ma null’altro.

Questo episodio è stato strumentalizzato per sobillare alcuni cittadini della quarta municipalità ad attaccare il campo rom con sassi e anche bottiglie incendiarie. Un attacco che si è protratto per tutta la notte. Il mattino dopo, quando ho saputo di questi fatti, sono andato di corsa al campo e mi sono visto davanti i rom che stavano raccogliendo le loro cose per abbandonare quel che restava delle loro abitazioni. Hanno deciso di fuggire – verso altri campi come Ponticelli – soprattutto per evitare di esporre agli attacchi i bambini e gli anziani. Queste scene mi hanno davvero shoccato. Ho pianto quasi tutto il giorno.

Tutto ciò è avvenuto nella più totale indifferenza delle istituzioni. Mentre i rom si allontanavano c’era un presidio di poliziotti e null’altro. A sera è arrivato l’assessore alle politiche sociali.

Ho parlato con i rom, cercando di confortarli. Ma era tanta la loro rabbia e anche la mia. Ho poi telefonato al vicesindaco Tommaso Sodano, chiedendo che il comune mandasse un po’ di cibo, almeno qualche biscotto e un po’ di latte per i bambini. È arrivato qualcosa alle sei di sera. Ho continuato a girare in su e in giù per cercare di capire che cosa potevo fare. A sera del 13 marzo, insieme con alcune donne che non hanno voluto abbandonare il campo, si è acceso il fuoco e si è mangiato del cibo inviato dal comune.

Ad un certo punto mi è stato detto che il sindaco di Napoli Luigi de Magistris era disposto a vedermi. Sono andato e sono stato molto duro perché non si possono trattare così delle persone. Gli ho anche detto che si aveva notizia che l’indomani sarebbero arrivate le ruspe per cancellare il campo rom. Mi ha risposto che non sarebbe accaduto nella maniera più assoluta. Il mattino dopo, e siamo al 14 marzo, è arrivata una ruspa privata, inviata dalla municipalità. Felicetta Parisi, che fa parte del gruppo di persone con le quali lavoro a Napoli, ha subito avvisato Sodano che ha bloccato questa ruspa.

Ma poco dopo è arrivata un’altra ruspa, questa volta del comune, e ha demolito il campo, nonostante l’opposizione delle donne rom rimaste. E come se non bastasse, alla sera, non si sa chi, ha dato alle fiamme tutta l’area in cui si trovava il campo. Come accadde per il campo di Ponticelli nel 2008.

Ritengo che l’amministrazione comunale debba semplicemente vergognarsi. I rom del campo di Via del Riposo andranno ad ingrossare altri campi. Non possiamo a trattare così i rom che, ricordo, nella loro storia millenaria non hanno mai fatto una guerra.

Sono stati tre giorni di passione. Quando ci sarà la Pasqua per questo popolo crocefisso?