Prime reazioni
Inaugurata ufficialmente nel maggio del 2007 e affidata al giornalista Enzo Nucci, la sede Rai di Nairobi rischia la chiusura. E con lei altre quattro sedi di corrispondenza. La notizia è filtrata dai piani alti della Rai e non è stata smentita. Sottoscrivi l’appello.

Se la Rai è intenzionata davvero a chiudere l’ufficio di corrispondenza di Nairobi, Nigrizia considera sciagurata questa scelta. Nel 2005, il nostro mensile, insieme con la Tavola della Pace, Usigrai (sindacato giornalisti Rai), Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), Articolo 21, e le testate Redattore sociale, Missione Oggi e Mosaico di Pace diede vita alla campagna “Diamo voce alla pace”, che aveva tra gli obiettivi anche quello di incalzare la Rai a strutturarsi meglio nell’informazione dal Sud del mondo. Una campagna che ha avuto un esito positivo e che ora potrebbe essere vanificato.

 

Ennio Remondino, nella veste di fiduciario sindacale dei corrispondenti esteri, fornisce questa lettura: «La Rai ha scelto, nel recente passato, di estendere la sua presenza estera, andando oltre le sedi storiche che sono riferimento di tutte le strutture giornalistiche internazionali. Una presenza “oltre” che, fu detto, sottolineava il suo essere “Servizio pubblico”. Oggi, 5 di quelle sedi, potrebbero essere cancellate. Un’attenzione giornalistica, già avara nei notiziari, che viene rimossa. Cancellate dall’attenzione aziendale e dal gradimento direttoriale, Africa, continente indiano, Sud America e mondo arabo e Mediterraneo, salvo la presenza a Gerusalemme. Errore strategico che non corrisponde neppure ad una valutazione ragionieristica: 700 mila euro l’anno il costo di quelle 5 sedi! Riprendendo quanto denunciato dal presidente della Fnsi, Roberto Natale: “Scelta tanto più grave se si pensa che la chiusura delle cinque sedi consentirà un risparmio pressoché equivalente alla spesa che sarà fatta per scritturare Ron Moss e Raz Degan per lo spettacolo del sabato sera “Rai is Beautiful”».

 

Padre Giuseppe Caramazza, già direttore di New People, la rivista comboniana che ha sede a Nairobi, ha seguito da vicino la nascita dell’ufficio di corrispondenza Rai di Nairobi: «Sarebbe una decisione sorprendente. In questi anni di attività Enzo Nucci e i suoi collaboratori hanno contribuito a far comprendere meglio agli utenti italiani le vicende della Somalia piuttosto che il Forum sociale mondiale del 2007, la crisi del Grandi Laghi piuttosto che la pace in Sudan».

 

E aggiunge: «Non capisco. L’Africa è sempre più presente sulla scena mondiale e il servizio pubblico italiano guarda altrove… Il rischio è che la Rai si accontenti di dare solo le notizie filtrate dalle agenzie internazionali, che naturalmente hanno una loro lettura della realtà. Il rischio è che si torni a parlare di Africa solo associandola a guerre, carestie, malattie. L’Africa, e gli italiani abbonati al servizio pubblico, meritano di più. La sede di Nairobi è stata un passo nella direzione giusta. Sarebbe un peccato gettare via l’esperienza sin qui maturata».

Firma l’appello contro la chiusura delle sedi RAI

La reazione della Federazione Stampa Missionaria Italiana (FESMI)

(L’intervista a Ennio Remondino, fiduciario sindacale dei corrispondenti esteri della Rai, e Enzo Nucci,  corrispondente e coordinatore della sede Rai di Nairobi, è stata estratta dal programma radiofonico Focus, di Michela Trevisan)