Zambia / Cina
Diverse società pubbliche zambiane sarebbero in procinto di passare sotto la proprietà di Pechino. Nonostante le secche smentite delle autorità dei due paesi, una delle più importanti emittenti dello Zambia è già controllata dal dragone. La prossima potrebbe essere l’azienda elettrica nazionale.

Nell’ultimo mese si sono intensificate notizie secondo cui, a fronte di mancati pagamenti del debito verso la Cina, alcune società pubbliche dello Zambia rischiano di diventare proprietà di Pechino. Diversi media africani hanno riferito, infatti, che presto l’aeroporto internazionale Kenneth Kaunda di Lusaka potrebbe passare nelle mani dello stato asiatico. Questo scenario sarebbe reso possibile grazie a una tipologia di prestito che pone a garanzia per il donatore, alcuni beni o società del ricevente.

Nonostante i dubbi si siano rapidamente diffusi in tutto lo Zambia, le autorità dei due stati hanno fermamente smentito questo scenario. Secondo Amos Chanda, portavoce del presidente Edgar Lungu, le affermazioni riguardanti una possibile cessione di infrastrutture sono da considerarsi totalmente false e «nessuna azienda cinese sta prendendo in consegna» le società pubbliche. Ma oltre all’aeroporto della capitale, per la rivista britannica Africa Confidential, anche l’azienda elettrica nazionale (ZESCO) starebbe per passare sotto il controllo di una società cinese.

A smentire le affermazioni, questa volta, sono intervenuti sia il ministro dell’Energia Mathew Nkhuwa, che ha fermamente dichiarato che la ZESCO non è in vendita, sia la ministra dell’Informazione Dora Siliya, la quale ha affermato che «le voci riguardanti la vendita o il cambio di proprietà legati alle risorse pubbliche, sono false». In qualsiasi caso, gli eventuali passaggi delle due società sotto il controllo di Pechino non rappresenterebbero un’eccezione, alla luce del recente passaggio, del 60% dell’emittente Zambian National Broadcasting Corporation (ZNBC), ad una società cinese. Tra esperti e studiosi le preoccupazioni restano elevate sul fatto che la Cina stia utilizzando la trappola del debito, con l’obiettivo di rilevare risorse strategiche in Africa.

La situazione economica

Sull’economia dello Zambia – che sta conoscendo una fase di crescita attestatasi intorno al 4% nel 2017 – grava comunque l’impatto del debito pubblico che nel rapporto con il Pil tocca il 63%. La voce principale che ha fatto lievitare il totale del debito è rappresentata dal debito esterno, salito rapidamente a 9,37 miliardi di dollari, cifra che si innalza fino a 15 miliardi, se si considera anche i debiti delle società statali. Il corrispettivo dovuto a paesi terzi aveva fatto registrare un calo progressivo sino al 2008, grazie anche alle iniziative di cancellazione del debito promosse dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, per poi riprendere a salire dal 2009 ad oggi.

I principali osservatori si dicono preoccupati per gli elevati tassi di crescita del debito esterno ed anche perché un terzo del totale è dovuto alla Cina. Recentemente però, il governo zambiano ha negato che il paese stia affrontando una crisi economica, nonostante l’ammontare del debito nei confronti di Pechino stia raggiungendo livelli insostenibili. Amos Chanda ha ammesso che lo Zambia sta incontrando delle difficoltà economiche ma ha aggiunto che è ancora molto lontano da una crisi del debito.

L’influenza cinese

Lo Zambia è uno dei primi stati africani ad essere stato avvicinato dalla Cina. Quelle tra le due nazioni sono infatti relazioni di lungo corso che iniziano pochi anni dopo l’indipendenza, raggiunta da Lusaka nel 1964. Già negli anni Settanta Pechino iniziò a costruire la ferrovia che collegava il paese sudafricano, senza sbocco sul mare, alla Tanzania, eliminando così la sua dipendenza dalla Rhodesia (attuale Zimbabwe) e dal Sudafrica, allora governati da minoranze bianche. Grazie al valore simbolico e all’importanza strategica dello snodo ferroviario, la Cina iniziò a guadagnarsi il consenso della popolazione. Da allora l’influenza cinese, di pari passo con gli investimenti, è andata aumentando. Tanto che nel paese è ormai normale vedere scritte in cinese in ospedali, scuole, cantieri ed anche sulle prime pagine dei giornali come il Times of Zambia che ha pubblicato in prima pagina un articolo in mandarino, con annessa traduzione in inglese.

Nella foto: il presidente dello Zambia, Edgar Lungu, stringe la mano al presidente cinese Xi Jinping prima dell’incontro bilaterale del 1 settembre a Pechino. (Nicolas Asfouri, Pool via Reuters)