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Lavoro / Intesa governo - sindacati per il settore edilizia
3mila migranti: l’accordo quando serve
18 Maggio 2022
Articolo di Redazione
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È stato siglato un protocollo d’intesa, tra il ministro del lavoro Andrea Orlando, la ministra dell’interno Luciana Lamorgese, l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) e i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Un accordo triennale, che prevede la formazione e l’avviamento al lavoro, nel settore edile, di 3mila persone rifugiate o richiedenti asilo presenti nel nostro paese.

3mila lavoratori per un comparto in cui, si stima, ne occorrano 260mila. L’ennesima rincorsa a cercare di recuperare manodopera davanti all’evidenza che l’edilizia, dopo i bonus ristrutturazioni e i progetti finanziati dal Pnrr, si trova in difficoltà nel trovare lavoratori in Italia.

Così, il governo dimentica la legge che impedisce il finanziamento della formazione professionale ai richiedenti asilo che si trovano in attesa di permesso, e attraverso la firma dell’accordo stabilisce di individuare nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e nel Sistema di accoglienza e integrazione (Sai), migranti che saranno inseriti nei percorsi di formazione delle scuole edili e che potranno fare esperienze attraverso tirocini da svolgersi direttamente presso le imprese di settore.

Un protocollo positivo, che però mette in evidenza le storture politiche in materia di lavoro straniero. È palese infatti che ci si trovi davanti a «una norma da modificare – per Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà – Ufficio Rifugiati –. L’ennesimo paradosso di un’Italia che ha paura di ammettere che ha bisogno di lavoratori stranieri».

 

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