Elezioni presidenziali

C’è attesa per conoscere il risultato del ballottaggio, in programma l’8 novembre, tra i due candidati alla presidenza, George Weah e l’ex ministro Ellen Johnson-Sirleaf. Al primo turno, l’11 ottobre scorso, l’ex bomber del Milan (Congresso per il Cambiamento Democratico) ha ottenuto il 30 per cento delle preferenze, contro il 19,7% della sua diretta rivale, la signora Johnson-Sirleaf (Partito dell’Unità, Up), appoggiata anche dal multimilionario magnate liberal statunitense George Soros.

 

Dalle prime libere elezioni dopo quattordici anni di conflitto – concluso nel 2003 con l’esilio dell’allora presidente Charles Taylor, in seguito accusato di crimini di guerra e contro l’umanità dal Tribunale penale della Sierra Leone ma ancora molto potente in Liberia e in tutta la regione – ci si aspetta una svolta radicale e un governo in grado di ricostruire un paese ridotto allo stremo da decenni di corruzione e illegalità.

 

In molti auspicano la vittoria Ellen Johnson-Sirleaf, progressista vicina ai movimenti della società civile, con esperienza politica – fu ministro durante la presidenza di William Tolbert – e considerata persona in grado di contrastare il desiderio di potere di politici avidi e corrotti.

Molto amato dai giovani, che lo hanno votato in massa, l’ex calciatore Weah è considerato, invece, più debole e politicamente inesperto, caratteristiche che lo renderebbero maggiormente vulnerabile alle astuzie di politici scaltri e corrotti, alcuni dei quali sarebbero già entrati nel suo enturage alla vigilia delle elezioni.

 

Alle elezioni in Liberia Nigrizia ha dedicato il dossier di ottobre, di cui vi proponiamo le seguenti parti:

Weah contro Taylor?

Polveriera sull’Atlantico