Mozambico / 48 ore dal voto
Il partito-stato Frelimo sembra destinato a vincere anche nel voto del 15 ottobre. Ha messo in campo una macchina propagandistica impressionante a sostegno del suo candidato Nyusi, il meno conosciuto tra i candidati alle “presidenziali”: Dhlakama per Renamo e Simango per Mdm. Col fiato sospeso le grandi compagnie straniere…

MAPUTO – Dopo 45 giorni di una campagna elettorale caratterizzata dalla sbornia della caccia al voto (e da episodi di violenza, gli ultimi a Nampula, domenica, con 23 feriti), da ieri è calato il silenzio in Mozambico, in attesa che si aprano i seggi mercoledì 15 ottobre. In quasi 11 milioni (10,8) si sono registrati nei mesi scorsi per poter esprimere la propria preferenza sui tre candidati e sui 30 partiti che si presentano per le “presidenziali” e le “legislative”.
Sono le quinte elezioni dalla fine della guerra civile, nel 1992. Ha sempre vinto il candidato del partito-stato, Frelimo, che domina la scena fin dalla lotta per l’indipendenza, ottenuta nel 1975. Nel 2009, l’attuale e uscente presidente, Armando Guebuza, ottenne addirittura il 75% dei consensi. Ma furono elezioni strane: andò a votare il 44,6% degli aventi diritto. E uno dei candidati, Daviz Simango, fu escluso in 9 dei 13 circoli o dipartimenti del paese.
Il voto di mercoledì, in effetti, sembra la fotocopia, almeno apparente, delle elezioni di 5 anni fa. Un candidato Frelimo, Filipe Nyusi, contro il candidato storico della Renamo, Afonso Dhlakama, e il leader del Movimento democratico per il Mozambico, Daviz Simango. In realtà molto è cambiato dal 2009. E se Frelimo è dato ancora vincente, sembra montare sempre più un’insofferenza verso questo partito che controlla ogni angolo della vita sociale ed economica di uno dei paesi più poveri al mondo (anche se non di risorse).

Partito stato
In Mozambico dire Frelimo equivale a dire stato. In questa campagna elettorale i funzionari pubblici, insegnanti inclusi, sono stati assoldati per fare campagna pro-Frelimo. Tutti devono avere la tessera. Altrimenti niente lavoro o, se gli va bene, possono trovare impiego in qualche villaggio sperduto dell’immensa savana mozambicana.
Un moloch che ha sprigionato una forza economica impressionante in questi 45 giorni. Anche la capanna più dimenticata da dio della provincia più remota del Mozambico, aveva striscioni del Frelimo, gigantografie di Nyusi sorridente. Che compariva anche in milioni di magliette indossate da ragazzini e signore felici del regalo. Quando siamo stati a Mueria, villaggio a una ventina di chilometri da Nacala nella provincia di Nampula, ci raccontavano che i capi locali (regoli) giravano in moto, grazioso dono di Frelimo. E i loro sottoposti, in bici.
La campagna, che conta ancora molto di più delle città in termini di voti, è il bacino elettorale per eccellenza del partito-stato. Il patto con i regoli è ferreo. E questo significa il controllo sull’intero villaggio.
Una propaganda elettorale ciclopica che aveva anche lo scopo di far conoscere meglio Nyusi, il quale, nonostante i suoi 6 anni da ministro della difesa (2008-2014), è il meno noto tra i tre candidati. 55 anni, ingegnere meccanico con un percorso professionale tutto interno alla Compagnia statale dei porti e delle ferrovie, è il primo candidato Frelimo a non aver fatto la guerra di indipendenza. La sua candidatura nel partito è uscita a marzo dopo il ballottaggio con l’ex prima ministra Luisa Diogo. Ha avuto il sostegno degli ex combattenti e dei giovani del partito. Sulla sua scelta ha influito anche il fatto che è nato nella provincia di Cabo Delgado, quella più a nord del paese, che si sente da sempre la più discriminata da Maputo.

Campagna finanziata illegalmente
Con il suo sorriso pacioso, nelle gigantografie sparse in ogni avenida o strada sterrata Nyusi prometteva una lotta serrata alla povertà e alla corruzione. Poi ha girato la campagna elettorale in jet ed elicotteri dispendiosi. Lui e Frelimo sono stati accusati di aver ricevuto finanziamenti dalla vendita illegale di legname a cinesi. L’accusa arriva da un noto centro indipendente (Centro per l’integrità pubblica) che venerdì scorso ha pubblicato un report in cui si dice che da giugno di quest’anno sono arrivate nelle casse di Frelimo e del suo candidato 322 mila dollari (10 milioni di meticals) dal commercio illegale di legname nella provincia dello Zambesia. Il Centro cita informatori dentro il dipartimento provinciale dell’agricoltura. Da ricordare che la Commissione elettorale nazionale aveva assegnato a ciascun candidato 250 mila dollari per la propria campagna. Numerose poi le cene elettorali a pagamento. In una di queste, il 18 settembre al ristorante Indy di Maputo, stare nello stesso tavolo di Nyusi costava 200 mila meticals (5mila euro circa). In quell’occasione aveva occupato quasi tutti i posti per sé e per la sua famiglia, Momade Bachir Sulemane (MBS) noto imprenditore nato a Nampula, già sostenitore di Guebuza nelle due precedenti campagne elettorali. Nel 2010 è stato definito un “signore della droga” dal Dipartimento di stato americano, che ha imposto alle imprese e ai cittadini Usa di non mantenere rapporti con lui.

Il ritorno del guerriero
Ma questo è un turno elettorale troppo importante. E la violazione delle regole sembra la norma. Anche se Dhlakama – il vecchio guerriero della Renamo, che ha partecipato a tutte e 5 le competizioni per le “presidenziali” –  ha ammesso a chiusura del suo tour elettorale che ci sono tutte le condizioni, anche grazie alle regole elettorali, per un effettivo cambiamento nel paese. L’uomo esattamente 3 anni fa, il 15 ottobre del 2012, si ritirò nella macchia di Gorongosa per iniziare una nuova fase di tensione col governo centrale. Il 61enne generale ha rappresentato la sorpresa di questi ultimi giorni. Dopo aver iniziato tardi la sua campagna –  l’accordo di pace con Guebuza è stato firmato solo ai primi di settembre – i suoi comizi sono diventati dei veri e propri bagni di folla. Giornali e Tv hanno mostrato folle oceaniche a Beira, Tete e al confine col Malawi. Gli analisti locali lo danno in forte recupero. Ma non è chiaro se quelle folle si tramuteranno in voti o se la gente sia accorsa per vedere lo show del più acerrimo nemico, a parole, di Frelimo. Nel 2009, la Renamo ha toccato il punto più basso della sua parabola elettorale con il 16,5% dei consensi. Il ritirarsi di Dhlakama nella foresta di Gorongosa, con il colpo teatrale dell’accordo all’ultimo istante, ha certamente avuto l’effetto di raffreddare i consensi verso l’Mdm, la vera novità del quadro politico locale. Simango era dato in forte ascesa. Alle amministrative dell’anno scorso, oltre a conquistare centri importanti come Nampula, Quelimane, Gurué e Beira, aveva sfiorato il colpaccio a Maputo e a Matola la città satellite della capitale. Oltre il 40% dei voti. E tutti sono convinti che Frelimo abbia manipolato le urne affinché non uscisse il dato vero, cioè la vittoria Mdm. Un movimento il cui successo alle spalle del Frelimo sarebbe una iattura per Renamo, che a quel punto potrebbe far saltare i tavoli della pace.
Ma al di là delle previsioni ora resta solo l’attesa per il voto. La stessa che hanno i molti e potenti investitori stranieri che hanno puntato la loro fiches su questo paese ricco di risorse e materie prime.

Foto sopra scattata da Victor Hugo.