Al via l’interconnessione
Parte in maggio la costruzione di una rete d’interconnessione elettrica che collegherà l’Etiopia al Kenya. Un’opera di 1,2 miliardi di dollari. Vantaggi per entrambi i paesi, meno per le popolazioni locali.

La scorsa settimana Fernandes Barasa, amministratore delegato della Ketraco, la compagnia di distribuzione dell’energia elettrica kenyana, ha annunciato che il piano per acquistare energia a basso costo dall’Etiopia è in fase avanzata.

Sono passati dieci anni da quando venne annunciato il progetto di una rete d’interconnessione elettrica per collegare Kenya ed Etiopia, e il tempo ha fornito numerose occasioni per alimentare lo scetticismo riguardo la realizzazione della rete. Barasa ha spiegato che la fase di progettazione preliminare si è conclusa regolarmente e i lavori di costruzione inizieranno a maggio prossimo. La rete, che avrà nella città di confine di Moyale il suo snodo principale, si estenderà per 612 chilometri e attraverserà le città di Marsabit, Samburu, Isiolo, Laikipia, Nyandarua e Nakuru.

Il costo stimato del progetto d’interconnessione è di 129,12 miliardi di scellini kenyani, pari a circa 1,2 miliardi di dollari, di cui circa 450 milioni saranno co-finanziati dalla Banca mondiale e dalla Banca africana di sviluppo (Bad).

La realizzazione dell’opera aiuterà l’Etiopia a mobilitare le risorse finanziarie necessarie per sfruttare appieno le sue enormi risorse idro-energetiche per la produzione di corrente elettrica. Il paese del Corno d’Africa è dotato di un enorme potenziale idroelettrico, stimato sui circa 45mila megawatt, tangibilmente sostenuto dall’avvio della produzione, nel novembre scorso, nell’impianto Gibe III, centrale idroelettrica con una capacità di 1,87 gigawattora. Un centrale che, come denunciato da Nigrizia, produce anche non pochi problemi alle popolazioni locali sia in Etiopia che in Kenya.

Di conseguenza, l’Etiopia intende sviluppare questa importante risorsa sia per il consumo interno sia per l’esportazione a livello regionale, dove sono in cantiere altre opere per sviluppare la proggressiva integrazione energetica. Tra queste, la linea d’interconnessione che si estenderà per 127 chilometri dal Kenya all’Uganda, che dovrebbe essere completata entro la fine dell’anno.

Una volta ultimata, la rete consentirà al Kenya di esportare elettricità al Rwanda, attraverso un memorandum d’intesa per l’acquisto di energia, che dovrebbe essere siglato a breve. Inoltre, è prevista anche la realizzazione di un’altra linea di interconnessione di oltre 600 chilometri che collegherà il Kenya alla Tanzania.

È importante, infine, sottolineare come tutte queste opere siano inserite nei piani di sviluppo del Polo energetico dell’Africa orientale (Eapp), al quale hanno finora aderito cinque paesi della Comesa, più Tanzania, Libia, Rwanda, Sudan e Uganda.

Nella foto la centrale elettrica etiopica Gibel III.