Africa / Arte

Il presidente francese Emmanuel Macron ha affidato a due esperti il compito di studiare le possibilità di restituire le opere d’arte africane, sottratte dalla Francia in epoca coloniale, ai paesi d’origine. Le due personalità in questione sono la storica dell’arte francese Bénédicte Savoy e lo scrittore e studioso senegalese Felwine Sarr, che dovranno esaminare le condizioni di rimpatrio delle opere e le garanzie di protezione delle stesse una volta nei paesi di origine.

Macron aveva sorpreso l’opinione pubblica quando, il novembre scorso, durante la sua visita a Ouagadougou, aveva dichiarato di volere “il ritorno del patrimonio africano in Africa perché deve essere valorizzato a Parigi, ma anche a Dakar, Lagos e Cotonou”. “Da qui a cinque anni – aveva aggiunto – farò in modo che vengano soddisfatte le condizioni per questa restituzione”.

Tali dichiarazioni sono state accolte con particolare entusiasmo in Benin, il cui presidente Patrice Talon, in visita in questi giorni in Francia, aveva già presentato nel 2016 una richiesta ufficiale di restituzione delle opere d’arte del paese. “Ciò che ci interessa è poter esporre il nostro patrimonio” ha detto Talon durante l’incontro con Macron tenutosi ieri a Parigi, aggiungendo che “non lo facciamo con uno spirito di conflitto, ma di cooperazione con la Francia, soprattutto per fare del turismo un pilastro dell’economia del Benin”. Secondo Irénée Zevounou, ambasciatrice beninese all’UNESCO, “tra i 4500 e i 6000 oggetti provenienti dal Benin si trovano attualmente in Francia, anche parte di collezioni private”.

La restituzione definitiva delle opere d’arte richiederebbe una modifica della legge francese, a causa dei principi giuridici di “inalienabilità e imprescindibilità delle collezioni pubbliche”. Ma anche in questo caso, Macron ha affermato che si spenderà affinché la legge renda possibile la restituzione. (Afrique Press / Rfi)

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati