Madagascar

Non solo il disboscamento selvaggio sta impoverendo l’ambiente naturale del Madagascar. Nel parco di Ankarafantsika circa 1.300 ettari di vegetazione sono stati consumati dalle fiamme dall’inizio dell’anno, tra cui 250 ettari di foresta.

La causa sono incendi appiccati dalla popolazione per produrre carbone e per preparare il terreno per la semina in vista delle piogge. «Abbiamo cercato di sensibilizzare le persone, ma con scarsi risultati», afferma Ihando Andrianjafy, direttore regionale dell’ambiente. Adesso «stiamo cercando di intimidirle spiegando che provocare questi incendi è un crimine punibile con il carcere» ha aggiunto.

Da maggio le pattuglie di gendarmi nell’area sono state rafforzate e 16 persone accusate d’aver appiccato le fiamme sono state arrestate.

Per risolvere il problema, lo stato si basa anche sulla creazione di posti di lavoro nella regione. In questa prospettiva è stato lanciato un appello affinché un’azienda agroalimentare investa in aree agricole intorno al parco. «Ciò consentirà alla popolazione locale di trovare lavoro e di non bruciare all’interno del parco per coltivare», afferma Andrianjafy. (Radio France International)