Rajoelina resterà presidente almeno fino all’ottobre 2010
Un referendum costituzionale a settembre di quest’anno e le presidenziali a ottobre 2010. Persistono intanto le critiche da parte della comunità internazionale. L’Europa però assicura: gli aiuti economici non verranno sospesi.

Referendum costituzionale a settembre 2009 e nuove elezioni presidenziali ad ottobre 2010. Questo è quanto è stato deciso dagli oltre 1000 rappresentanti dei partiti politici e della società civile, provenienti dalla 22 regioni del Madagascar, che hanno preso parte alle assise nazionali concluse venerdì 3 aprile nella capitale Antananarivo.

Grande assente, di questi due giorni di discussioni, è stato l’ex partito di governo, Tiako i Madagasikara (“Ti amo Madagascar”). L’unico esponente del partito di Marc Ravalomanana, il presidente costretto alle dimissioni, a partecipare alle assise è stato l’ex presidente del Senato. Dallo Swaziland, dove è rifugiato dopo le dimissioni forzate, Ravalomanana aveva preannunciato la diserzione del partito e, proprio in questi giorni, ha reso noto che farà preso ritorno in Madagascar. Affermazioni confermate anche ad Addis Abeba, dove Ravolamanana incontrerà i responsabili dell’Unione africana. L’ultima settimana di marzo alcuni dei suoi sostenitori soni scesi in piazza nella capitale chiedendo il suo ritorno alla presidenza del paese.

Nulla però sembra fermare Andry Rajoelina , l’ex sindaco della capitale e leader dell’opposizione, ora a capo dell’Autorità di transizione che governa il Madagascar, anche grazie al sostegno dei militari. Il nuovo leader dell’isola ha dichiarato che entro la fine di aprile saranno istituiti 8 comitati per monitorare il periodo di transizione. Inoltre, sempre secondo quanto riportato da Rajoelina, verranno indette tre commissioni, una per redigere la nuova Costituzione, la seconda per formulare una nuova legge elettorale e un’ultima che si dovrà occupare di ristabilire i rapporti del paese con la comunità internazionale.

L’Unione Africana e la Sadc, la comunità per lo sviluppo dell’Africa australe, hanno da subito condannato l’Autorità di transizione malgascia per il colpo di stato; la scorsa settimana, anche l’Organizzazione Internazionale della francofonia ha sospeso il Madagascar.

Giudizi più tiepidi arrivano dall’ Unione Europea, tra cui l’ex-potenza coloniale francese (accusata di aver sostenuto Rajoelina nella presa del potere), che nonostante chieda un rapido ritorno a un normale ordine costituzionale ha assicurato che non sospenderà gli aiuti economici promessi.