Il governo ha un ampio controllo di stampa e mass media
Due morti ad Antananarivo per gli scontri tra manifestanti dell’opposizione e la polizia. Erano tra i contestatori del presidente Marc Ravalomanana, scesi in piazza per protestare contro la svendita del paese alla multinazionale sudcoreana Daewoo.

Dopo un lunedì di guerriglia urbana, martedì 27 Andry Rajoelina, leader del partito di opposizione in Madagascar e sindaco della capitale Antananarivo, ha annunciato la sospensione delle proteste contro il le istituzioni: ieri due manifestanti suoi sostenitori sono stati uccisi a colpi di pistola dalle forze di polizia, intervenute per fermare l’assalto ad alcuni supermercati di proprietà del presidente Marc Ravalomanana e alle sedi dei due canali televisivi filo governativi. I manifestanti hanno anche fatto irruzione nel carcere della città, per liberare tre ragazzi arrestati poche ore prima mentre protestavano in un edificio del governo.

L’annuncio di Rajoelina è arrivato poche ore dopo la richiesta di Ravalomanana di una tregua e di un dialogo. Oggi doveva essere il primo giorno di uno sciopero generale a tempo indeterminato, una protesta nata come reazione alla richiesta di dimissioni del ministro delle finanze e di quello per la pianificazione del territorio. A spingere queste richieste il recente acquisto di un aereo 60 milioni di dollari per Ravalomanana a spese dello stato, e la concessione della durata di 99 anni di 1 milione 300mila ettari di terreno malgascio alla multinazionale sudcoreana Daewoo.

Giovane imprenditore, il sindaco di Antananarivo ha avuto rapporti tesi con il governo fin dalla sua elezione, nel dicembre 2007, soprattutto per le sue dure critiche agli accordi con la Daewoo. Il sindaco di Antananarivo ha inoltre chiesto più libertà per la stampa e i mass media, dopo la decisione del governo di far chiudere il canale televisivo ”Viva” di sua proprietà, a causa di un’intervista con l’ex presidente Didier Ratsiraka, in esilio in Francia dal 2002, dopo 25 anni di presidenza.

Ravalomanana, che controlla un’importante rete televisiva, una radio, due giornali, una compagnia edile e una grossa catena di supermercati, è stato eletto nel 2006 alla guida del Madagascar per il secondo mandato consecutivo, ma le elezioni sono state duramente contestate dall’opposizione. Il presidente è inoltre da sempre attento al controllo della stampa: attraverso i mezzi di comunicazione di sua proprietà cerca di orientare il consenso (come nel caso del referendum costituzionale nel 2007) e screditare l’opposizione, e grazie al suo potere è riuscito in questi anni non solo a rendere inoffensiva la presenza degli altri partiti in parlamento, ma anche a mettere fuori gioco importanti voci di dissenso nei suoi confronti, come il gesuita francese Sylvain Urfer, espulso dal paese nel 2007.