Dopo una settimana di tensioni
Continua il braccio di ferro tra il governo e il sindaco della capitale, che si è autoproclamato “gestore” del paese.

L’appello di Andry Rajoelina, sindaco di Antananarivo, capitale del Madagascar, non è stato ascoltato e stamani la uffici, scuole ministeri della capitale funzionano regolarmente. Si starebbe tornando lentamente alla normalità dopo una settimana di scioperi e manifestazioni innescate dai sostenitori di Rajoelina, che ha in corso un braccio di ferro con il presidente Marc Ravalomanana. Comunque è prevista per quest’oggi, nel centro della capitale, in Piazza 13 maggio, una manifestazione e un comizio di Rajoelina.
Sabato scorso, sempre ad Antananarivo, Andry Rajoelina, 34 anni, di etnia merina come il presidente, si è proclamato titolare della gestione del Madagascar di fronte a parecchie migliaia di sostenitori. E ha inoltre annunciato che «prossimamente sarà depositata in parlamento una richiesta per le immediate dimissioni del presidente». Ravalomanana ha riaffermato la sua autorità e ha detto a giornalisti, convocati al palazzo presidenziale: «Sono ancora il presidente e faro ciò che è necessario per lo sviluppo del paese. Abbiamo un ministro della giustizia e una corte costituzionale che penso faranno il proprio dovere».
Lunedì scorso, 26 gennaio, alcune manifestazioni erano degenerate in scontri e secondo la polizia hanno perso la vita una settantina di persone. Manifestazioni, alcune accompagnate dal saccheggio i negozi e grandi magazzini, si sono svolte la scorsa settimana in tutte le grandi città dell’isola.
Rajoelina fa le va sulle promesse non mantenute del governo: promesse di sviluppo e di prosperità che sono sempre state il cavallo di battaglia del presidente Ravalomanana – industriale del settore agroalimentare – al suo secondo mandato presidenziale. Da rimarcare che, di recente, il governo ha fatto una mossa che i cittadini faticano a comprendere. Ha dato in affitto per 99 anni all’impresa sud coreana Daewoo 1,3 milioni di ettari di terreno, ufficialmente per coltivare mais e olio di palma.