Con 97 milioni e mezzo di sfollati, il 2019 ha segnato il record di uomini, donne e bambini costretti, nel mondo, a lasciare le proprie terre.

Una cifra senza precedenti che è destinata ad essere superata negli anni a venire, se i governi e la politica internazionale non metteranno in campo azioni concrete e urgenti per debellare le cause di queste migrazioni forzate: conflitti, insicurezza e cambiamenti climatici. A sostenerlo è l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, intervistato in video da Nigrizia in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, il 20 giugno.

Complessivamente, l’1% dell’intera umanità – 1 persona ogni 97 – è sfollata o rifugiata e sono sempre meno quelli che riescono a tornare nei territori che hanno abbandonato, cosa che rivela come la crescita del numero di rifugiati o sfollati sia di gran lunga superiore alle soluzioni delle cause che hanno provocato gli spostamenti.

Global Trends, il rapporto annuale dell’agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr), indica inoltre che di questi 79,5 milioni in fuga alla fine dello scorso anno, 45,7 milioni erano sfollati all’interni ai propri paesi. La cifra restante (33,8 milioni) era composta da persone fuggite oltre confine, 4,2 milioni delle quali in attesa dell’esito della domanda di asilo.

Molti i bambini. Unhcr stima siano 30-34 milioni, decine di migliaia dei quali non accompagnati, un numero pari alle intere popolazioni di Australia, Danimarca e Mongolia messe insieme.

Più di otto rifugiati su 10 (85%) si trovano in paesi in via di sviluppo, in genere un paese vicino a quello dal quale sono fuggiti. Il rapporto evidenzia tra l’altro che l’80% delle persone in fuga nel mondo è ospitato in paesi o territori afflitti da insicurezza alimentare e malnutrizione grave, molti dei quali soggetti al rischio di cambiamenti climatici e catastrofi naturali.

Tra le aree di maggior crisi in Africa ci sono la Repubblica democratica del Congo e la macro-regione del Sahel centrale, dov’è «urgentissima un’azione umanitaria e ugualmente importanti sono investimenti nello sviluppo», avverte Grandi.