Malawi: 29 corpi di migranti etiopici trovati in fosse comuni - Nigrizia
Malawi Migrazioni
Il paese punto di transito sulla “rotta del sud” verso il Sudafrica
Malawi: 29 corpi di migranti etiopici trovati in fosse comuni
24 Ottobre 2022
Articolo di Redazione
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Polizia malawiana su uno dei luoghi dei ritrovamenti (Credit: Jean Sendeza/Facebook)

Lo scorso 20 ottobre la polizia del Malawi ha arrestato 72 cittadini etiopici e 10 malawiani accusati di far parte di un’organizzazione dedita al traffico di migranti. Gli arresti sono scattati in seguito al ritrovamento, nella riserva forestale di Mtangatanga, nel distretto settentrionale di Mzimba, di una fossa comune contenente i resti di 25 uomini, tutti maschi di età compresa tra i 25 e i 40 anni che la polizia ritiene fossero migranti etiopici soffocati mentre venivano portati clandestinamente nella capitale Lilongwe, 240 km a sud.

Le ricerche delle autorità effettuate in quattro località a circa due chilometri dalla fossa comune hanno portato al ritrovamento di altri 4 corpi, per un totale di 29 morti, sui quali si attendono ora gli esiti degli esami autoptici per stabilire le cause di morte.  

Il Malawi è un noto punto di transito per i migranti che viaggiano via terra verso il Sudafrica, sulla “rotta del sud”, utilizzata principalmente da etiopici e somali in cerca di opportunità economiche. Un business redditizio per i trafficanti che devono necessariamente poter contare su una rete di connivenze locali.

La cronaca racconta del segretario regionale del Movimento unito di trasformazione (United Transformation Movement) per il Nord, sospeso dal suo stesso partito ad aprile dopo essere stato fermato dalla polizia mentre trasportava tre migranti illegali su un veicolo del partito. L’uomo, arrestato, è in attesa di giudizio.

Tra gennaio e settembre di quest’anno sono 221 migranti illegali intercettati dalla polizia, 186 dei quali provenienti dall’Etiopia.

E poi ci sono quelli che restano bloccati nel paese. Come gli oltre 500 migranti etiopici che nel giugno scorso hanno chiesto di tornare a casa, secondo uno studio delle autorità etiopiche e dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

E proprio uno studio dell’Oim pubblicato lo scorso maggio, parla dei tanti pericoli della “rotta del sud” per i migranti. Tra questi, la lunga distanza da percorrere, i molti valichi di frontiera, la dipendenza da intermediari e il cambio di questi lungo il percorso.

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