Proteste dopo il voto

Il presidente uscente del Malawi Peter Mutharika è stato rieletto per un nuovo mandato di cinque anni battendo di misura il capo dell’opposizione, Lazarus Chakwera. Tra i due uno scarto di tre punti percentuali 38,57% contro 35,41%. Lo ha comunicato la commissione elettorale (Mec) che ha respinto il ricorso di Chakwera che aveva evocato possibili frodi elettorali.

Previsto per oggi il giuramento di Mutharika.

La Mec si è espressa dopo che l’Alta corte del Malawi le ha revocato l’ingiunzione di rinviare «a data da destinarsi» la diffusione dei risultati definitivi, imponendo la revisione giudiziaria dei ricorsi per brogli presentati in 10 distretti del paese.

Durante il fine settimana i sostenitori dell’opposizione sono scesi in strada nella capitale Lilongwe, roccaforte dell’opposizione, dove la polizia ha dispiegato camion blindati e ha disperso i dimostranti, arrestando 34 persone.

Il presidente dovrà far fronte a una situazione in cui la metà dei 18 milioni di abitanti vive sotto la soglia della povertà e dove solo l’11% ha accesso all’elettricità.

Il Malawi è stato inserito dalle Nazioni Unite nella lista dei paesi poveri pesantemente indebitati (Hipc): il suo debito pubblico rappresenta il 54,7% del Pil.

Governato per trent’anni dal regime autoritario di Hastings Kamuzu Banda, il Malawi ha tenuto le sue prime elezioni democratiche nel 1994, quando vinse il Fronte unitario democratico (Udf) di Bakili Muluzi, eletto presidente quell’anno e riconfermato nel 1999. Oltre ai 193 membri dell’Assemblea nazionale, la Costituzione adottata nel 1995 prevederebbe anche un Senato di 80 seggi con l’obiettivo di rappresentare le minoranze, ma questo non è ancora stato istituito.