Mali: bassa partecipazione al referendum costituzionale - Nigrizia
Mali Politica e Società
Secondo una missione di osservazione ha votato il 28%
Mali: bassa partecipazione al referendum costituzionale
20 Giugno 2023
Articolo di Redazione
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(Onu)
Un seggio elettorale nella capitale Bamako

Non ci sono ancora dati ufficiali sul referendum per la nuova Costituzione che si è tenuto domenica scorsa in Mali. Tuttavia, la Missione di osservazione delle elezioni (Modele), espressione della società civile che ha dispiegato 3.075 osservatori, stima una partecipazione intorno al 28%.

Modele ritiene che lo scrutinio si sia svolto in «condizioni accettabili», anche se rileva che in 85 seggi nella regione di Mopti, al centro del paese, non si è potuto votare a causa dell’insicurezza, e che nella regione di Kidal, a nordest, non si è proprio votato. E quest’ultima costatazione è stata confermata da un altro organismo la Coalizione per l’osservazione cittadina delle elezioni in Mali (Cocem). Il Cocem dà conto anche di incidenti e di seggi elettorali dati alle fiamme nei comuni rurali di Boron e Toubacoro, 150 km e nordest della capitale Bamako.

La regione di Kidal è il feudo dei gruppi ribelli che hanno sottoscritto con Bamako l’accordo di pace di Parigi nel 2015 e che si sono espressi in questi mesi contro il progetto di nuova Costituzione, ritenendo che non dia garanzie sul decentramento del potere da sempre in mano allo stato centrale.

I due osservatori sono smentiti dall’Autorità indipendente di gestione elettorale (Aige), il cui presidente Moustapha Cissé sostiene invece che il referendum ha avuto luogo anche nella regione di Kidal. E afferma che si tratta di «false informazioni diffuse da individui che non hanno nessun titolo per esprimersi».

In attesa di dati ufficiali, si può fare una prima considerazione. Dato per acquisita la vittoria del “sì”, se il tasso di partecipazione sarà confermato non si tratterebbe di un gran risultato per la giunta militare che governa il paese dall’agosto del 2020. Significherebbe che il “paese reale” non è troppo convinto dell’operato della giunta, che la transizione alla democrazie è stanca e che le elezioni previste per il prossimo febbraio potrebbero riservare qualche sorpresa al colonnello Assimi Goita che sta gestendo la transizione.

 

 

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