Mali

Incoraggianti passi verso la stabilità in Mali. A cinque anni dall’avvio del conflitto tra governo centrale e Tuareg, le autorità provvisorie sono state reinsediate nelle cinque regioni del nord, ponendo fine allo scontro tra fazioni Tuareg armate che aveva impedito finora il trasferimento del potere.

Il ritorno dell’autorità statale è destinato a colmare un vuoto di potere che in questi anni ha trasformato il nord del paese in una vasta base per attacchi jihadisti in tutta le regione del Sahel.

La maggior parte dei posti di governo erano stati abbandonati quando i Tuareg separatisti del deserto avevano occupato il Mali settentrionale nel 2012, prima che le forze francesi intervenissero per respingerli. Un accordo di pace, firmato nel 2015, ha consentito poi alle autorità governative di tornare. Ma solo a febbraio di quest’anno le fazioni Tuareg pro e anti-governative (in testa il Congresso per la giustizia in Azawad – CJA) hanno trovato un accordo sulla costituzione delle nuove autorità locali.
Due settimane dopo l’accordo, le autorità provvisorie si sono reinsediate a Gao e Kidal, ma all’inizio di marzo alcuni gruppi armati hanno impedito loro di tornare a Timbuktu, Taoudeni e Menaka.
Ieri la Tv di Stato ha annunciato la fine dell’impasse. Un portavoce del Tuareg anti-governativi, Iyad Ag Mohamed, ha confermato per telefono che le autorità sono state autorizzate ad occupare le loro sedi anche in queste importanti città.

Le autorità provvisorie devono ora prepararsi per future elezioni, ma la loro attuazione è stata lenta negli ultimi mesi. “L’installazione è stata laboriosa – ammette l’Alto Rappresentante del Presidente per la pace nel Mali, Mahamadou Diagouraga – ma l’interesse della nazione è prevalso”. (VoA / Rfi)