Oggi in Marocco si tengono elezioni legislative, regionali e comunali. Quasi 18 milioni di cittadini sono chiamati al voto, anche se si teme un’astensione record. Verranno assegnati 367 seggi in parlamento e 687 nei consigli regionali. I maggiori sfidanti del Partito della giustizia e dello sviluppo (Pjd), vicino ai fratelli musulmani, che ottiene la maggior parte dei voti dal 2011, saranno il Gruppo nazionale degli indipendenti e il Partito autenticità e modernità. Ma il più grande problema del Pjd, che punta a riconfermarsi, potrebbe essere proprio l’astensione. In Marocco i sondaggi sono vietati, ma un report di febbraio del Moroccan Institute for Policy Analysis ha mostrato che circa il 64% delle persone prevede di astenersi.

Nelle ultime due tornate elettorali non ha votato rispettivamente il 57% e 47% dei cittadini. Questo sentimento è cresciuto in risposta alla crisi economica e sanitaria che il paese sta vivendo: la disoccupazione è al 12% e una nuova ondata causata dalla variante Delta è in corso.

Oltre a questi problemi, nuove complicazioni sono arrivate con il nuovo sistema elettorale. Per votare in Marocco bisogna segnarsi nelle liste elettorali e nonostante un aumento nel tasso di iscrizione, lo scarto tra chi ha diritto di voto (23 milioni) e chi lo potrà esercitare domani in quanto iscritto (17,5 milioni) è ancora ampio.

Il Marocco ha un sistema parlamentare bicamerale con i membri della Camera dei rappresentanti eletti direttamente per un periodo di cinque anni. Le ultime elezioni sono state nel 2016, quando il Pjd ha ottenuto il maggior numero di seggi (125 seggi su 395), mentre il Pam (Partito dell’autenticità e della modernità) è arrivato secondo (102 seggi), il partito conservatore Istiqlal terzo (46 seggi), e i liberali dell’Rni (Raggruppamento nazionale degli indipendenti) quarti (37 seggi). La Camera alta, la Camera dei consiglieri, è formata da 120 membri che sono scelti indirettamente per un mandato di sei anni da due gruppi di collegi elettorali.

Una nuova legge elettorale, adottata a marzo, ha cambiato le modalità per calcolare la quota di parlamentari eletti, basandola sul numero di persone, votanti o meno, nelle liste elettorali e non su quelle che effettivamente votano. In altre parole, più alto è il quoziente elettorale, minori sono le possibilità che un partito lo raggiunga, il che si traduce in una distribuzione dei seggi tra tutti i partiti, compresi quelli molto minoritari

Quest’anno sono circa 32 i partiti che si presentano alle elezioni, e i principali avversari del Pjd sono i liberali dell’Rni, guidato dal ministro uscente dell’agricoltura, Aziz Akhannuch. Anche il Pam, guidato da Abdellatif Ouahbi, e il partito Istiqlal di Hamid Chabat potrebbero ottenere maggiori consensi e contribuire a incrinare l’influenza del Pjd.

È la prima volta in Marocco che il sondaggio viene organizzato di mercoledì e non di venerdì. Le autorità hanno quindi invitato i datori di lavoro a facilitare il voto dei dipendenti.

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