Marocco / Diritti

«Un colpo devastante ai diritti delle donne in Marocco» così Heba Morayef, direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nordafrica, ha commentato la notizia della condanna a un anno di carcere di Hajar Raissouni, giornalista del quotidiano indipendente Akhbar al-Youm, arrestata lo scorso 31 agosto per aver abortito ed intrattenuto un rapporto extra-coniugale.

Il verdetto è arrivato lunedì, un mese dopo l’arresto di Hajar e del suo fidanzato, Rifaat al-Amin, anche lui condannato alla stessa pena detentiva. Il ginecologo ritenuto colpevole di aver effettuato l’interruzione non autorizzata della gravidanza, deve scontare due anni di carcere e per altri due anni non potrà esercitare la professione medica. Due assistenti suoi assistenti sono stati condannati rispettivamente ad un anno e a otto mesi di carcere.

In tribunale, Raissouni ha negato di aver abortito, dichiarando di essere stata curata per un’emorragia interna, tesi sostenuta anche dal suo medico. Gli avvocati di Hajar Raissouni hanno annunciato di aver già fatto ricorso.

Il caso ha suscitato un movimento di protesta in Marocco e stimolato il dibattito sulle libertà personali. Oltre ai timori rispetto la tutela dei diritti delle donne, forte è anche la preoccupazione per le libertà della stampa.

La giornalista ha denunciato un processo politico. In molti leggono la condanna come un’intimidazione verso tutte le voci libere e i giornalisti indipendenti. (Al Jazeera)