Mauritania / Elezioni 2019

In Mauritania, due oppositori hanno depositato altrettanti ricorsi per chiedere l’annullamento del voto presidenziale di sabato scorso, che ha visto vincere, con il 52% dei voti, il candidato del partito di governo, l’Unione per la Repubblica, Mohamed Ould Ghazouani.

Biram Dah Abeid e Mohamed Ould Boubacar, che hanno ottenuto rispettivamente il 18,5% e il 17,8%, hanno inoltre chiesto al Consiglio costituzionale l’organizzazione di nuove elezioni, in presenza di osservatori indipendenti. Secondo le dichiarazioni di Dah Abeid a Radio France International, i processi elettorali di molte sedi di voto sarebbero stati annullati. Nello stesso momento della deposizione dei ricorsi, la polizia avrebbe messo i sigilli al suo quartier generale e a quello di un altro candidato di opposizione, Kane Hamidou Baba.

Domenica e lunedì a Nouakchott ci sono stati numerosi ferimenti e arresti durante scontri tra manifestanti di opposizione e polizia. Ieri, il ministro dell’Interno Ahmed Ould Abdallah ha parlato di un centinaio di stranieri fermati durante gli scontri, denunciando tentativi esterni di destabilizzare il paese. Nella notte tra martedì e mercoledì, il ministero degli Esteri ha convocato gli ambasciatori di Senegal, Gambia e Mali.

Questa settimana l’ong Reporter senza frontiere (Rsf) ha denunciato il blocco di internet dal pomeriggio di domenica: «censurare l’accesso mobile a internet e impedire il flusso di informazioni il giorno dopo il voto in un’elezione presidenziale che dovrebbe portare al primo passaggio di consegne tra due presidenti eletti democraticamente mette in dubbio la credibilità delle elezioni e invia un segnale molto negativo sulla libertà di stampa in Mauritania» ha detto Arnaud Froger, responsabile per l’Africa dell’organizzazione. (Dire)

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