Protesta l’opposizione
Dopo i sequestri operati negli ultimi mesi da Al Qaeda, il governo mauritano ha deciso di presentare una serie di norme a modifica dell’attuale legge antiterrorismo. Una stretta sulle libertà civili, a detta degli esponenti dell’opposizione, che chiedono un confronto aperto con il neo presidente eletto, il generale golpista Mohamed Ould Abdelaziz.

Mentre il mondo tenta di correre ai ripari di fronte all’imminente minaccia terroristica, in Mauritania, la stessa minaccia, costituisce per il governo l’occasione per mettere mano alla legge antiterrorismo. Dure le critiche di Ahmed Ould Daddah, presidente del Coordinamento delle Forze Democratiche, principale forza di opposizione, che denuncia una «deriva dittatoriale che mira a legittimare violazioni dei diritti e delle libertà».
Ould Daddah e altri leader dell’opposizione hanno sottolineato, nel corso di una conferenza stampa, che gli emendamenti autorizzano anche «la reclusione dei minorenni che sono protetti dalla legge islamica».

Il disegno di legge autorizza in particolare intercettazioni telefoniche ed elimina la prescrizione in materia di terrorismo.
Il governo di Nouakchott ha introdotto le modifiche alla legge antiterrorismo del 2005 dopo il rapimento dei tre operatori umanitari spagnoli il 29 novembre e di due turisti italiani (Sergio Cicala e la moglie Philomene Kaboré, originaria del Burkina Faso) il 19 dicembre sul territorio mauritano. Negli ultimi due anni, gruppi islamisti, legati alla galassia di Al Qaida nel Maghreb islamico, hanno moltiplicato gli attacchi e i sequestri di occidentali in Mauritania.

Ma secondo l’opposizione, «l’unico obiettivo del disegno di legge è dare un carattere legale alle violazioni, alla confisca delle libertà e al potere personale». Ould Daddah ha invitato quindi il Parlamento a rinunciare a deliberare su questa misura finché non «sarà trovata una formula consensuale». L’Assemblea nazionale esaminerà nei prossimi giorni la legge, che passerà in seguito in Senato.
Il presidente della repubblica, Mohamed Ould Abdel Aziz, che dispone della maggioranza in parlamento, dovrà, poi, promulgare la legge. Abdel Aziz, giunto al potere con un colpo di stato nell’agosto del 2008, dopo aver deposto il presidente democraticamente eletto, Cheikh Abdallahi, ha organizzato e vinto le elezioni presidenziali lo scorso luglio. Elezioni che l’opposizione ha definito un «colpo di stato elettorale».