Rapporto di Dryad Maritime
Nel primo trimestre del 2014 risultano in calo del 13% i casi pirateria nel mondo. Lo sostiene un’agenzia di intelligence marittimo. Ma l’allarme resta elevato: nei mari africani, registrati 37 attacchi.

La pirateria e la criminalità marittima sono in calo in tutto il mondo. È ciò che emerge dalle statistiche pubblicate dall’inglese Dryad Maritime, un’agenzia di intelligence marittimo. I dati di Dryad mostrano una riduzione complessiva dei casi di criminalità marittima del 13% nel primo trimestre del 2014 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Una diminuzione costante registrata in tutte le tre aree principali, vale a dire Golfo di Guinea, Corno d’Africa e Sud-Est asiatico, ma che non deve far abbassare la guardia, ha tenuto a precisare Dryad. La criminalità è ancora ben presente e lo dimostra il fatto che si siano comunque registrati eventi importanti che danno motivi di preoccupazione per l’industria navale.

Golfo di Guinea

Sono stati 22 gli attacchi registrati nel Golfo di Guinea, in calo rispetto ai dati dell’anno precedente. L’agenzia sottolinea però che in questa zona di mare al largo del Delta del Niger ci sono stati molti casi di rapimento di equipaggi e le minacce restano reali. Attualmente si ritiene che sei persone siano ancora nelle mani dei loro rapitori.

Contemporaneamente c’è stato anche il dirottamento della nave Kerala con il conseguente furto di 13.000 tonnellate di gasolio. Un caso che ha evidenziato ancor di più la forza e la portata della pirateria con base in Nigeria.

L’agenzia d’intelligence inglese ha poi denunciato che questi incidenti, specie nel caso dei rapimenti, sono stati poco trattati dai media del Golfo, mentre l’attenzione dovrebbe essere mantenuta alta.

Corno d’Africa

I numeri degli incidenti risultano invece in leggero aumento nel corno d’Africa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: da 9 a 15 casi. Ma gli analisti attribuiscono parte di questi dati a un errore di interpretazione degli eventi, come l’errata identificazione dei pescatori regionali nel sud del Mar Rosso o al largo delle coste dell’Oman. Tuttavia Dryad, mette in guardia contro l’autocompiacimento. Un certo numero di incidenti segnalati verificati sono certamente il risultato della pirateria somala.

Infatti, attacchi armati contro la nave Atropo, a sud di Salalah nel mese di gennaio e la nave kenyana Andrea, vicino alla costa somala nel mese di febbraio, hanno dimostrato che un ampio contenimento della minaccia non significa che il pericolo sia stato rimosso. In entrambe le occasioni, gli attaccanti somali sono stati respinti dalle forze di sicurezza a bordo delle navi.

 

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