L’opposizione chiede rassicurazioni
La giunta al potere ha promesso elezioni e il ritorno all’ordine costituzionale. Così i militari in Niger spiegano il colpo di stato messo in atto giovedì 18 febbraio. Rilasciati i ministri arrestati, mentre il presidente Tandja si trova ancora sotto custodia.

Un golpe simile a quello messo in atto nel 1999. Questo è quanto i militari in Niger hanno dichiarato dopo il colpo di stato portato a segno lo scorso giovedì. In quell’occasione, però, la guardia presidenziale uccise il presidente golpista Ibrahim Baré Maïnassara, indicendo entro l’anno le elezioni.
Come allora, la giunta militare di oggi ha promesso elezioni «un ritorno all’ordine costituzionale». «Intendiamo convocare elezioni, ma prima dobbiamo stabilizzare la situazione», ha dichiarato il generale Djibrilla Hima, uno dei golpisti che ieri ha incontrato a Bamako, capitale del Mali, i leader regionali, per spiegare loro la situazione e le ragioni del colpo di stato. Hima ha inoltre reso noto che tutti i ministri del governo deposto sono stati rilasciati, anche se non sono ancora autorizzati a lasciare il Niger. Tandja invece è confinato agli arresti domiciliari, in una residenza alle porte di Niamey.

Tuttavia non si è fatta attendere la reazione dell’Unione Africana, che ha immediatamente sospeso il paese dall’organizzazione annunciando presto sanzioni.

Se da un lato il partito del presidente “condanna energicamente” il colpo di Stato, dall’altro sabato e domenica si sono svolte nella capitale diverse manifestazioni di appoggio ai militari, promosse dall’opposizione. Secondo la radio nazionale, anche ieri, almeno 10mila persone si sono ritrovate
davanti al parlamento per esprimere il sostegno alla giunta militare. Altre migliaia di persone avrebbero partecipato a marce in varie città del paese.

 
– Colpo di stato in Niger
– Dune d’Uranio
– Tournée atomica
– Colonizzazione nucleare in Niger

Il Golpe in Niger era nell’aria dopo la deriva anti-democratica del presidente che ha portato il paese all’isolamento internazionale dallo scorso agosto.
Tandja si è attribuito poteri d’emergenza: ha sciolto il parlamento, poi la Corte Costituzionale. Alla fine ha ottenuto la modifica della costituzione e cioè il prolungamento del suo secondo mandato, in scadenza a dicembre, e l’eliminazione del vincolo di due mandati consecutivi.
«Faremo la stessa cosa che venne fatta nel 1999, quando i golpisti restituirono il potere e ci incamminammo verso dieci anni di stabilità», ha affermato il leader della giunta militare, Salou Djibo.
Si tratta del quarto colpo di stato che il paese deve affrontare sin dall’indipendenza, nel 1960.

Copyright 2021 © Nigrizia - Tutti i diritti sono riservati