Minniti e Crosetto, due tessere dello stesso puzzle - Nigrizia
Gad Lerner Politica e Società
La vocazione per le politiche di difesa ha portato entrambi nell’orbita di Leonardo
Minniti e Crosetto, due tessere dello stesso puzzle
L’ex ministro dell’interno del centrosinistra e l’attuale ministro della difesa ruotano da anni intorno a Leonardo, il colosso italiano delle armi. E si vedono i frutti delle loro politiche… L'intervento di Gad Lerner dal numero di dicembre di Nigrizia
30 Dicembre 2022
Articolo di Gad Lerner
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Il ministro della difesa (Credit: Guido Crosetto/Twitter)

Da Marco Minniti a Guido Crosetto, il passo è breve. Sto parlando del profilo culturale di queste due personalità collocate su opposte sponde politiche, ma accomunate da una vocazione per le politiche di difesa che li ha portati entrambi nell’orbita di Leonardo, la principale azienda italiana del settore degli armamenti.

Nel corso degli anni hanno consolidato un senso comune apparentemente realista, in verità fatalista, finalizzato all’incremento della produzione e dell’export di strumenti bellici made in Italy. Tanto, se non lo facciamo noi, ci pensano gli altri…

Lascio alla eventuale curiosità di chi mi legge approfondire quanti altri esponenti “trasversali” della politica e del giornalismo italiano siano reclutati con varie modalità (consulenze, fondazioni, riviste di settore) in tale comparto militare industriale, gli aumenti di fatturato del quale vengono salutati con soddisfazione sulle pagine economiche dei quotidiani. La guerra, le guerre, si confermano un ottimo affare.

Minniti nel 2017 fu l’artefice degli accordi con i capitribù e i clan governativi libici che abbiamo rifornito di armi e denaro affinché trattenessero i migranti africani sulla sponda sud del Canale di Sicilia. Nel contempo, emanò un codice di condotta vincolante per le navi delle ong che praticano il soccorso in mare, avvalorando le insinuazioni (mai provate) secondo cui esse agirebbero d’intesa con i trafficanti cui la latitanza degli stati europei ha concesso il monopolio sulle rotte mediterranee.

Si tratta esattamente del codice di condotta a cui si rifà oggi il governo di destra per legittimare la sua campagna ideologica contro le ong. Mi ha colpito vedere un portavoce del verbo meloniano fare in televisione con le dita il gesto del contare i soldi, alludendo a passaggi di denaro di cui si avvantaggerebbero quelle che chiamano “navi pirata”. Un’infame falsità. Ma a furia di ripeterla, qualcuno ci casca.

Lasciata la politica attiva, ma non il ruolo di propagandista di queste politiche di contenimento, Minniti ora svolge un’informale attività di relazione per conto di Leonardo con i paesi mediorientali e mediterranei bisognosi di rifornimenti militari. Nel mentre Guido Crosetto passa da consulente delle aziende produttrici di armi e presidente di Aiad, la confindustria delle imprese militari, a ministro della difesa.

Come volevasi dimostrare: da Minniti a Crosetto, il passo è breve.  


Marco Minniti

L’ex ministro dell’interno del governo Gentiloni presiede dalla primavera del 2021 la Fondazione Med-Or, nata per iniziativa di Leonardo Spa. L’obiettivo, si legge nella presentazione proposta dal sito di Med-Or, è di «promuovere attività culturali, di ricerca e formazione scientifica, al fine di rafforzare i legami, gli scambi e i rapporti internazionali tra l’Italia e i paesi dell’area del Mediterraneo allargato fino al Sahel, Corno d’Africa e Mar Rosso (“Med”) e del Medio ed Estremo Oriente (“Or”).

 

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