Mozambico

Posizione difficile per il rieletto presidente mozambicano Filipe Nyusi e il suo partito, chiamati in causa nell’ambito del processo in corso a New York su una frode da 2 miliardi di dollari.

Nyusi (nella foto) è stato coinvolto da un uomo d’affari libanese, Jean Boustani, sotto accusa nell’ambito di un processo in corso negli Stati Uniti per aver pagato decine di milioni di dollari a alti funzionari del governo di Maputo per ottenere, nel 2013 e 2014, contratti per la consegna di pescherecci e motovedette militari. Acquisti finanziati con un prestito di 2 miliardi di dollari che l’esecutivo ha deliberatamente occultato.

Il 20 novembre Boustani ha identificato il capo dello stato mozambicano in un elenco codificato di presunti destinatari occulti di tangenti, secondo il rapporto ufficiale dell’audizione pubblicato dal Center for Public Integrity (CIP), una ong anticorruzione del Mozambico.

L’indagine dell’FBI ha stimato che la somma effettivamente assegnata a “NUY” fosse di 1 milione di dollari.

Durante l’interrogatorio, Boustani ha anche affermato che nel 2014 erano stati pagati 4 milioni di dollari per la campagna del partito di Nyusi, Frelimo, al potere dall’indipendenza nel 1975.

In Mozambico la magistratura ha aperto un’inchiesta e posto sotto accusa una ventina di persone, incluso il figlio dell’ex presidente Armando Guebuza.

Lo scandalo del “debito nascosto”, esploso nel 2016, ha fatto precipitare il paese in una gravissima crisi finanziaria, appesantita dal crollo della valuta locale e dal ritiro degli aiuti internazionali. (Sahel Intelligence)