Mozambico

La compagnia statunitense Anadarko ha confermato martedì la sua decisione di investire 25 miliardi di dollari per la costruzione di un terminale di liquefazione e di esportazione del gas (LNG) in Mozambico.

L’impianto è destinato a diventare il più grande mai realizzato nel continente africano e uno dei più grandi al mondo, con una capacità di 12,88 milioni di tonnellate all’anno. Si tratta anche del più rilevante investimento per un progetto nell’Africa sub-sahariana.

Per sfruttare queste riserve, Anadarko si è impegnata a costruire un’infrastruttura per estrarre il gas dal deposito situato a nord del Mozambico, pomparlo a terra e liquefarlo, per esportarlo ai mercati asiatici ed europei.

«Il paese diventerà il più grande produttore ed esportatore di gas naturale liquefatto nel continente», ha dichiarato il capo dello stato mozambicano Filipe Nyusi, in occasione dell’annuncio. Secondo il governo, il progetto dovrebbe creare oltre 5mila posti di lavoro diretti e 45mila posti di lavoro indiretti.

L’LNG mozambicano dovrebbe contribuire con circa 2 miliardi di dollari all’anno alle entrate dello stato tra il 2025 e il 2050. Una ventata di aria fresca per un paese il cui Pil nel 2018 ammontava a 15,4 miliardi di dollari, secondo il Fondo monetario internazionale, e che nel 2016 si è dichiarato inadempiente al pagamento degli interessi sul suo debito (proprio 2 miliardi di dollari), in seguito alla scoperta di prestiti occulti che ha portato al congelamento dei finanziamenti dei principali donatori del paese, innescando un crollo della valuta e un default sul debito sovrano.

L’accordo di riparazione firmato nel novembre 2018 tra Maputo e i suoi detentori di eurobond, prevede che il 5% delle entrate fiscali, fino a un limite di 500 milioni di dollari, vada ai creditori, fino al 2033. (Jeuneafrique)