Armi, Conflitti e Terrorismo Chiesa e Missione Mozambico
Vittima di un attacco jihadista nella provincia di Nampula
Mozambico: uccisa la suora comboniana Maria De Coppi
La religiosa lavorava nel paese da 59 anni e aveva la cittadinanza mozambicana. In salvo due missionari della diocesi di Pordenone. Il nord del paese sotto la pressione di gruppi armati dal 2017
07 Settembre 2022
Articolo di Luca Bussotti
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Suor Maria De Coppi (Credit: Youtube video La Tenda Tv)

Maria De Coppi, missionaria comboniana, è stata uccisa in un attacco di gruppi terroristi nel nord del Mozambico. La religiosa, 83 anni, originaria di Vittorio Veneto (Treviso), era nel paese dell’Africa australe da 59 anni, aveva acquisito la cittadinanza mozambicana e prestato servizio in varie missioni della provincia di Nampula.

Era ormai da qualche giorno che gruppi di terroristi erano stati avvistati nella zona nord della provincia di Nampula, dove avevano sferrato un primo attacco il 2 settembre scorso, come ha più volte denunciato Nigrizia.

Quello di ieri notte è stato ancora più violento e deciso: presso Chipene, distretto di Memba, sarebbero state incendiate una scuola elementare e diverse abitazioni, una chiesa cattolica e uccisi alcuni residenti, fra cui la missionaria italiana e un “regulo”, un leader tradizionale.

Altri due religiosi italiani, don Loris Vignandel e don Lorenzo Barro, missionari della diocesi di Pordenone, sarebbero invece riusciti a mettersi in salvo. Gli altri religiosi sono in fuga verso Nacala, la seconda città della provincia di Nampula.

Uccisioni non casuali

Non è il primo attacco contro chiese cattoliche in Mozambico da parte dei gruppi estremisti (alcuni di intonazione jihadista) che dal 2017 stanno terrorizzando il nord del paese. Ad aprile e poi a ottobre del 2020, la missione di Nangololo (distretto di Muidumbe, provincia di Cabo Delgado) era stata completamente distrutta. Si trattava della seconda missione più antica della diocesi di Pemba.

I segnali di un intensificarsi degli attacchi nella provincia di Nampula ha così avuto una nuova conferma. Testimonianze delle popolazioni locali dicono di una fuga in massa dai centri abitati, fuga complicata dalle difficoltà di comunicazione, visto che la rete telefonica è stata danneggiata.

Da rilevare che le vittime dell’attacco, la suora (colpita da un proiettile alla testa) e il capo tradizionale, appartengono a due “poteri” che i terroristi considerano nemici e collusi con le autorità governative: la Chiesa cattolica e quello dei capi tradizionali (potere quest’ultimo da qualche anno incorporato nel sistema istituzionale mozambicano).

Da ricordare anche che il 7 settembre in Mozambico si festeggiano gli accordi di Lusaka, firmati col Portogallo nel 1974, e che dettero il via al processo di decolonizzazione che sarebbe culminato il 25 giugno del 1975 con l’indipendenza politica del paese. Un’indipendenza oggi minacciata da fratture sociali, politiche, economiche ed etniche, di cui probabilmente il terrorismo nel nord del paese è uno degli esiti.

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