Namibia / Germania / Usa

I discendenti delle tribù Herero e Nama della Namibia hanno annunciato mercoledì che ricorreranno in appello contro la decisione di un giudice di New York che ha respinto la loro richiesta di procedere contro la Germania.

La giudice distrettuale Laura Taylor Swain ha infatti sostenuto che gli Stati Uniti non abbiano giurisdizione per giudicare in merito a quello che alcuni storici definiscono come “il primo genocidio del 20esimo secolo”, compiuto dai colonizzatori tedeschi contro le due tribù namibiane. Che ora chiedono riparazione.

Dal 1904 al 1908 migliaia di Herero e Nama furono massacrati, lasciati morire di fame o nei campi di concentramento, quando le tribù si ribellarono al dominio tedesco. Nel 1985 un rapporto delle Nazioni Unite lo definì un genocidio, per il quale da anni la Germania sta negoziando con il governo della Namibia per trovare una posizione comune sul passato coloniale.

Berlino ha finora riconosciuto la “responsabilità morale” per lo sterminio, ma ha senza mai avanzare scuse ufficiali per respingere le richieste di risarcimento. L’anno scorso ha restituito alcuni teschi e altri resti di persone usate nell’era coloniale per esperimenti che avevano lo scopo di dimostrare la superiorità razziale.

Ampiamente ignorata per decenni, la storia coloniale tedesca in Africa merita invece maggior attenzione. Circa tre anni fa, il Museo storico tedesco ha curato una grande mostra sull’argomento.

La Germania, che perse tutti i suoi territori coloniali dopo la prima guerra mondiale, fu la terza potenza coloniale dopo Gran Bretagna e Francia, che persero i loro possedimenti in Africa dopo la seconda guerra mondiale. (Reuters)