Senza asilo
Il Belgio ha espulso sei richiedenti asilo sudanesi. I quali, giunti a Khartoum, sarebbero stati arrestati e torturati: lo ha denunciato Amnesty International, sollevando una forte polemica politica a Bruxelles.

Il caso scuote la classe politica e il mondo delle associazioni per i diritti umani del Belgio. Dal 20 dicembre. Quando, cioè, alcuni giornali hanno rivelato che, secondo l’istituto Tahrir per la politica in Medio Oriente (con sede al Cairo), 6 richiedenti asilo sudanesi erano stati rispediti nel loro paese, dove avevano subito l’arresto e la tortura.

In precedenza, i 6 erano stati identificati a Bruxelles da una missione di funzionari sudanesi, invitata in settembre dal segretario di stato belga all’asilo e ai migranti, Theo Francken. Ciò aveva suscitato l’indignazione del direttore di Amnesty International-Belgio, Philippe Hensmans, che ha scritto una lettera aperta al primo ministro belga, Charles Michel. Secondo Amnesty, questi funzionari sono agenti del servizio di sicurezza del regime di Khartoum, governato dal presidente Omar El-Bashir, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità.

Già nel gennaio 2016, Amnesty International aveva dato voce a 12 sudanesi espulsi dalla Giordania. Appena arrivati nella capitale sudanese erano stati arrestai da agenti del servizio di sicurezza, picchiati e accusati di ribellione per aver infangato la reputazione del Sudan.

Theo Francken ha chiesto che sia aperta un’inchiesta per verificare i fatti e ha dichiarato di non aver ricevuto in merito nessuna segnalazione da parte dell’Onu. L’inchiesta è in corso, condotta dal Commissariato generale ai rifugiati e apolidi.

A fine dicembre, il primo ministro belga ha annunciato la sospensione dell’espulsione dei richiedenti asilo sudanesi. Unendo le loro voci a quelle dell’opposizione, alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno chiesto le dimissioni di Theo Francken. Ma Bart de Wever, capo del partito Nieuwe Vlaamse Alliantie, principale pilastro della coalizione governativa, ha minacciato di far cadere il governo se Francken sarà costretto a dimettersi.