Doveva partecipare ad una conferenza sul calcio come strumento contro il razzismo
Il governo sudafricano ha rifiutato di concedere il visto al Dalai Lama: troppa la paura di compromettere i rapporti con la Cina. Proteste dei Nobel per la pace sudafricani.

Il 27 marzo a Johannesburg è in programma una conferenza per lanciare i mondiali che si terranno in Sudafrica nel 2010, sul tema del calcio come strumento di lotta contro razzismo e xenofobia. Per l’occasione, 4 relatori d’eccezione, 4 premi Nobel per la pace, di cui tre sudafricani: Nelson Mandela, l’arcivescovo Desmond Tutu e Frederik Willem de Klerk, ultimo presidente bianco sudafricano. Il quarto, invece, tibetano: il Dalai Lama, che ha visitato il paese già 2 volte, nel 1999 (quando però venne annullato l’incontro con l’allora presidente Thabo Mbeki, a cuasa delle pressioni di Pechino) e anche nel 2004, per un’iniziativa culturale. Ma che stavolta non è gradito: al leader religioso tibetano non è stato rilasciato il visto di ingresso nel paese.

Thabo Masebe, portavoce del presidente ad interim Kgalema Motlanthe , ha dichiarato che il governo non era stato consultato prima di invitare il Dalai Lama, la cui visita “non è nell’interesse del paese” ha detto. Dall’India, dove si trova il governo tibetano in esilio, nessuna contestazione, ma si è sottolineata la debolezza dei governi africani alle pressioni cinesi. Pechino sa che la presenza del Dalai Lama mette costantemente sotto i riflettori la drammatica situazione dei diritti umani calpestati in Tibet. Per quanto il Sudafrica si ostini a negare ogni pressione da parte della Cina, di cui è uno dei principale partner commerciali (il primo in Africa, con il 20,8% delle importazioni cinesi sul continente), indiscrezioni dall’ambasciata cinese a Pretoria, raccolte dal quotidiano Business Day, confermano che è proprio questo il motivo del rifiuto. Apprezzata e corteggiata dai capi di stato africani, la Cina si fa portavoce di una politica di non interferenza nelle vicende interne dei paesi con i quali commercia, ma allo stesso tempo è molto vigile e attenta nel tutelare la sua immagine all’estero.

La notizia del visto negato al Dalai Lama ha però provocato in Sudafrica accese proteste, tanto che la conferenza di lancio ai mondiali è ora a rischio: l’arcivescovo Tutu, ha minacciato di boicottare l’evento, se il leader tibetano non verrà ammesso nel paese. Dopo aver scritto una lettera di protesta al presidente, Tutu ha attaccato direttamente il governo sudafricano: “Stiamo cedendo in modo vergognoso alle pressioni cinesi. Mi vergogno profondamente e me ne rattristo” ha dichiarato. Anche F. W. de Klerk, l’ex Presidente sudafricano che ha messo fine all’apartheid si è unito alla posizione di Tutu, e ha contattato il ministero degli Esteri per chiedere di sbloccare la situazione. Forti proteste anche dall’opposizione e dalla società civile.