Nigeria / Caso OPL-245

L’ex procuratore generale nigeriano Mohammed Adoke è stato arrestato lunedì a Dubai, in esecuzione di un mandato di cattura emesso in Nigeria nell’ambito dell’inchiesta in corso su uno dei più grandi scandali di corruzione nell’industria petrolifera.

A riferire dell’arresto all’agenzia Reuters è stato ieri il suo avvocato Mike Ozekhome che ha parlato di un arresto basato su un mandato scaduto. Ozekhome sostiene che un tribunale nigeriano abbia annullato il mandato in ottobre.

Lo scorso aprile la Commissione per i crimini economici e finanziari (Efcc), l’agenzia nigeriana anti-corruzione, ha emesso un mandato di cattura per l’ex ministro del petrolio Dan Etete, l’ex procuratore generale Mohammed Adoke e il manager dell’ENI Roberto Casula nell’ambito dell’inchiesta su una tangente di 1,1 miliardi di dollari al governo nigeriano per ottenere l’assegnazione del ricco giacimento offshore OPL-245 di Malabu oil and gas, nel 2011.

L’accordo ha generato casi legali in diversi paesi, coinvolgendo 13 persone tra cui funzionari del governo nigeriano e alti dirigenti dell’ENI e della Royal Dutch Shell, che negano le accuse.

Per gli stessi fatti è in corso un processo anche a Milano, nel quale Casula è tra gli imputati. Il tribunale di Milano ha già condannato a quattro anni di carcere per corruzione gli intermediari: il nigeriano Emeka Obi e l’italiano Gianluca Di Nardo. (Reuters)