Una fonte militare conferma che le ragazze liberate martedì scorso dai campi di Boko haram sono originarie del villaggio di Gumsuri, nella parte meridionale dello stato nigeriano di Borno. Non si tratta dunque delle ragazze Chibok sequestrate nell’aprile 2014, delle quali si è persa al momento ogni traccia. Le ragazze di Gumsuri erano state rapite dagli estremisti islamici nel dicembre 2014. Prima di intervistarle per accertarne l’identità, l’esercito ha fornito loro assistenza medica. (Saharareporters.com)

Intanto continuano i combattimenti nella foresta di Sambisa. Secondo le informazioni riportate dalla stampa nigeriana, le forze armate hanno attaccato diversi campi di addestramento degli estremisti, impadronendosi di importanti quantità di materiali bellici. Avrebbero ucciso, secondo le fonti, diversi comandanti di Boko haram, di cui non è stata specificata l’identità né l’effettivo ruolo nel gruppo.

L’avanzata dell’esercito ha permesso la liberazione di nuovi ostaggi, 160 secondo le fonti militari. Dell’ultimo gruppo di ostaggi, ha affermato Sani Usman, portavoce delle truppe di terra, fanno parte “circa 60 donne di tutte le età e 100 bambini”. Uno degli ostaggi, tuttavia, ha perso la vita nell’operazione così come un soldato. Dodici invece i feriti, otto tra i civili e quattro nei ranghi dell’esercito. (Misna.org)