Nigeria

Il governo nigeriano ha posto fuorilegge ieri il gruppo sciita Movimento islamico della Nigeria (Imn) in seguito a una decisione del tribunale che consente alle autorità di definirlo un’organizzazione “terroristica”.

L’ufficio del presidente Muhammadu Buhari ha dichiarato ieri che il governo “ha dovuto agire” contro il movimento, prima che la situazione andasse fuori controllo. “La messa al bando del Movimento islamico non ha nulla a che fare con il divieto di praticare la loro religione per la gran parte di sciiti pacifici e rispettosi della legge”, fa sapere la presidenza in una nota, “ma vuole invece scoraggiare la violenza sfrenata, l’omicidio e la distruzione intenzionale di proprietà pubbliche e private”.

Le tensioni tra le autorità e l’Imn sono aumentate la scorsa settimana, sfociando in una serie di scontri mortali con la polizia durante le proteste, nella capitale Abuja, in sostegno al leader pro-iraniano Ibrahim Zakzaky, arrestato nel dicembre 2015 dopo una manifestazione religiosa repressa dall’esercito con l’uccisione di 348 manifestanti sciiti, per lo più disarmati, nella città settentrionale di Zaria.

La scorsa settimana, almeno sei manifestanti, un giornalista tirocinante e un alto ufficiale di polizia sono stati uccisi durante i nuovi scontri.

L’Imn, che è emerso come movimento studentesco alla fine degli anni ’70, è stato ispirato dalla rivoluzione islamica in Iran e ha stretti legami nella repubblica islamica. La setta è spesso trattata con ostilità in Nigeria, specialmente nel nord musulmano, prevalentemente sunnita, dove le élite religiose sono alleate con l’Arabia Saudita.

Zakzaky e sua moglie Zeenah Ibrahim sono rimasti in carcere nonostante l’alta corte federale abbia ordinato la sua liberazione nel 2016. Il governo ha infatti avanzato nuove accuse penali, compreso l’omicidio, che è punibile con la morte.

Altre manifestazioni sono degenerate in scontri con la polizia lo scorso anno. Negli ultimi mesi l’Imn ha marciato quasi ogni giorno nella capitale per chiedere la liberazione del suo leader, esprimendo preoccupazione per il suo stato di salute.

Oggi, un tribunale dello stato di Kaduna deciderà in merito alla domanda di Zakzaky di essere scarcerato per ottenere cure mediche all’estero. (Al Jazeera)