I militari rassicurano: «rimarremo neutrali»
La malattia del presidente nigeriano Umaru Yar Adua, occupa sempre più spazio nel dibattito politico. Il processo di pace nel Delta del Niger stenta a decollare, mentre il nord cade sotto le violenze tra comunità. I militari preoccupano mentre il capo di stato maggiore assicura il ruolo neutrale dell’esercito.

È alta la tensione politica in Nigeria, in vista della scadenza del 5 febbraio, giorno in cui l’esecutivo dovrà decidere se destituire o meno il presidente Umaru Yar Adua, volo della Delta airlines a Natale, invitando i politici ad affrontare la minaccia crescente di una radicalizzazione islamista nel paese, parlando chiaramente di un «fallimento della leadership nigeriana».

A destare ulteriori preoccupazioni, secondo le agenzie stampa internazionali, sarebbe la giovane età della democrazia nigeriana. Ufficialmente i militari hanno, infatti, ceduto il controllo del paese ai civili nel 1999 con l’elezione di Olusegun Obasanjo, peraltro generale in pensione. La presenza di ex esponenti dell’esercito nel mondo politico ed economico nigeriano, fanno pensare, per alcuni analisti, ad una presenza continua dei militari nella vita del paese. Ed è proprio per questo che il Capo di Stato Maggiore dell’esercito, il generale Abdulrahman Dambazau, ha tentato di rassicurare il parlamento dichiarando che «L’esercito continuerà a contribuire al consolidamento della democrazia» in Nigeria.