Stati Uniti/ Il giuramento di Obama
Il 20 gennaio 2009 passerà alla storia come la data dell’orgoglio nero: per la prima volta un afroamericano entra alla Casa Bianca come presidente degli Stati Uniti. Grande entusiasmo nella comunità afroamericana, che considera Barack Obama il simbolo del proprio riscatto morale. L’intervista con padre Maurizio Binaghi, comboniano, che a Chicago lavora con i giovani delle comunità nere.

Washington è il centro del mondo per le prossime 24 ore: è il giorno l’Inauguration Day, il giorno dell’insediamento del presidente eletto Barack Obama alla Casa Bianca.
Dalla vittoria elettorale del 4 novembre scorso la popolarità del nuovo presidente non ha fatto che salire: alla vigilia del suo giuramento i sondaggi affermano che Obama ha il sostegno dell’84% degli intervistati.
Incontenibile l’entusiasmo delle comunità afroamericane, che grazie ad Obama hanno ritrovato il proprio orgoglio: per 9 afroamericani su 10 quel che sta per accadere è “la realizzazione di un sogno”.
Un sogno che ricorda le parole di Martin Luther King, il pastore battista assassinato nel 1968 perché rivendicava l’uguaglianza tra bianchi e neri. I festeggiamenti in occasione della sua nascita si sono conclusi proprio alla vigilia dell’insediamento di Obama, come a sottolineare la continuità morale tra i due.
La ventata di ottimismo e di rinnovamento che avvolge Obama è tale che coinvolge la comunità internazionale e le società civili di tutto il mondo. Le speranze riposte nel nuovo presidente americano sono molte, di sicuro le priorità del presidente saranno la crisi economica che ha colpito il paese e il cercare di ridare credibilità agli stati uniti in campo internazionale, soprattutto dopo i disastri degli interventi militari in Iraq e Afghanistan durante la presidenza di George Bush.

Le comunità afroamericane considerano Obama il simbolo del loro riscatto morale, ma vedono anche concretizzarsi le speranze per un futuro migliore, di vera uguaglianza tra bianchi e neri nella società americana. Nonostante le garanzie costituzionali infatti, negli Stati Uniti il colore della pelle è ancora un ostacolo, soprattutto nelle periferie delle grandi città. Tra le varie sfide che Obama dovrà affrontare, a partire dalla crisi economica, c’è anche quella di non deludere le comunità afroamericane che tanto l’hanno sostenuto.

Proprio di questa sfida parliamo con padre Maurizio Binaghi, comboniano, che a Chicago, città originaria di Obama, lavora con i giovani delle comunità nere.
Gli articoli di Nigrizia:
La rivoluzione possibile – l’editoriale di dicembre
Obama conquista anche il Kenya – Matteo Fraschini Koffi da Kogelo – 5 novembre
Obama: un presidente anche per l’Africa? – le opinioni dei lettori – 5 novembre
Obama, l’Africa aspetta – le riflessioni di Alex Zanotelli- 5 novembre