Dal dossier di nigrizia mensile di dicembre 2008
Le decine di sequestri nel Golfo di Aden mettono in crisi una delle rotte commerciali più importanti al mondo, visto che in quello spazio marittimo transitano ogni anno tra le16.000 e le 22.000 navi che trasportano oltre il 10% del greggio del Medio Oriente.

La pirateria al largo delle coste della Somalia sta crescendo a ritmo allarmante e minaccia di causare un drammatico dissesto nel commercio internazionale. Oggi l’illecita attività serve ad alimentare la guerra in corso nel paese (si stima che il loro giro d’affari si aggiri intorno ai 90 milioni di euro l’anno), ma potrebbe trasformarsi in strumento del terrorismo internazionale o diventare causa di disastri ecologici.
Nel 2008 sono stati 293 gli attacchi alle imbarcazioni – compresi i sequestri riusciti o tentati – registrati dall’Ufficio marittimo internazionale (Imb) della Camera di commercio internazionale (Icc); 889 i membri di equipaggio presi in ostaggio, 21 quelli uccisi. Ad oggi sono 17 le imbarcazioni nelle mani dei pirati e 250 i marittimi in ostaggio. 

Dalla fine del 2007, queste attività piratesche si sono spostate dalla limitata zona di mare antistante il porto di Mogadiscio al Golfo di Aden. L’effettivo numero di attacchi contro natanti potrebbe essere molto più elevato di quello dichiarato dall’Imb-Icc. Non tutti gli incidenti, infatti, vengono denunciati. L’illegalità regna sovrana nel mare somalo e le statistiche ufficiali non valutano l’impatto della pirateria sul commercio costiero locale.

Ogni anno, il numero delle navi che transitano per il Golfo di Aden si aggira tra le 16.000 e le 22.000 unità. Trasportano oltre il 10% del greggio proveniente dal Medio Oriente e un’incredibile quantità di beni dall’Asia all’Europa e all’America del Nord. Ciò significa che una delle rotte commerciali più importanti del mondo è oggi minacciata dalla cronica instabilità che regna in Somalia.
È vero che la pirateria in Somalia non è un problema di oggi. I primi casi di attacchi a natanti risalgono a circa 10 anni fa. Il numero di incidenti, però, è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi 3 anni. L’unico periodo in cui non si sono registrati atti di pirateria è stato il secondo semestre del 2006, quando l’Unione delle Corti islamiche ha governato la Somalia. A riprova che solo un governo in grado di controllare il paese potrà porre fine al preoccupante fenomeno.
Dopo la cacciata delle Corti da Mogadiscio (dicembre 2006), la pirateria è riemersa. Con un governo che è tale solo di nome, con oltre 3.000 chilometri di coste sabbiose e isolate, e con una popolazione che è disperata e abituata alla guerra, la Somalia continua a essere il luogo perfetto per il fiorire della pirateria.

Vi proponiamo alcuni articoli tratti dal dossier di Roger Middleton che Nigrizia ha pubblicato nel mese di dicembre 2008:
Bucanieri di professione; l’identikit dei pirati
Blitz improvvisi; come operano i pirati
Ipertecnologici; livello di organizzazione
Nodi da sciogliere; le preoccupazioni della comunità internazionale

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