Decreto-legge del governo
26 milioni anti-pirati in Corno d’Africa, 8 milioni anti-immigrazione in Libia, 5 milioni per la pace in Sudan.

Per il primo semestre 2010 sono stati stanziati circa 750 milioni di euro per le missioni militari all’estero e circa 50 milioni per iniziative di cooperazione, di cui una ventina a favore dell’Afghanistan ed altrettanto in favore di Iraq, Libano, Pakistan, Sudan e Somalia ed altri 3 milioni a sostegno del processo di pace in Somalia.

 

È quanto prevede il decreto-legge varato dal governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 7 gennaio. Come si vede, una nettissima prevalenza delle spese militari rispetto a quelle per la crescita sociale. Rispetto al passato lo sforzo militare è accresciuto, infatti ai tempi del governo Prodi la spesa era di un miliardo l’anno. Ad esempio, per l’Afghanistan è annunciato un incremento di soldati e di mezzi: tale missione ci costerà, nel semestre, oltre 300 milioni, cui sono da aggiungere un centinaio di milioni per le spese di trasporto e di assicurazione da suddividere fra tutte le numerose missioni.

 

Fra le decine di missioni sono da evidenziare, con particolare riferimento all’Africa, alcune operazioni. È stata autorizzata, a decorrere dal 1° gennaio 2010 e fino al 30 giugno 2010, la spesa di 8.221.000 euro per la partecipazione di personale della guardia di finanza alla missione in Libia, per garantire la manutenzione ordinaria e l’efficienza delle unità navali cedute dal governo italiano a quello libico, in esecuzione degli accordi di cooperazione sottoscritti tra i due paesi per fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione irregolare e della tratta degli esseri umani. Sembra una cifra spropositata per una semplice manutenzione di imbarcazioni. In realtà si tratta di una parte del sostegno economico italiano a Gheddafi affinché trattenga sul proprio territorio i migranti in attesa di partire.

 

Da ricordare che il Trattato italo-libico di cooperazione e amicizia, firmato il 30 agosto 2008 da Berlusconi e Gheddafi, ha aperto le porte del paese nordafricano anche alla nostra industria militare. Finmeccanica ha firmato ricchi contratti per la fornitura di mezzi necessari per il contenimento dei flussi migratori che dall’Africa, attraverso la Libia, arrivano in Europa. Oltre 5 milioni di euro sono invece destinati alla missione Onu e Unione Africana in Sudan (Unamid). Costerà 26milioni e 265mila, invece, la proroga della partecipazione italiana alla missione contro i pirati nel Corno d’Africa e circa 200mila euro la spesa per la missione dell’Unione europea nella Repubblica democratica del Congo.