COSì VICINI, COSì LONTANI – DOSSIER GENNAIO 20127

Essere rappresentati accuratamente e rimanere nel ricordo ha una portata esistenziale e politica. Come sanno gli artisti africani che si ispirano alla fotografia di studio.

Si chiamava African Photo lo studio aperto da Mama Casset nel 1943 a Dakar. Qui il fotografo senegalese realizzò buona parte dei suoi famosi ritratti, che tratteggiano un’epoca e il suo orizzonte estetico e aspirazionale. Mama Casset, come Malick Sidibé in Mali negli stessi anni, divenne rapidamente popolare, infatti, grazie alla sua capacità di ritrarre le persone nel modo in cui queste volevano essere viste.

African Photo è anche il titolo di un documentario realizzato dall’associazione italiana Fototracce, in collaborazione con la famiglia Casset, che ricostruisce, attraverso testimonianze e immagini, la vicenda artistica di questo maestro. A novembre è stato presentato a Milano (per informazioni sulle proiezioni future, Fototracce.it). Tra gli intervistati compare Kalidon Casset, un nipote pittore, che dice: «Penso che dovremmo tornare alla fotografia di studio, al modo in cui si fotografava allora, così accurato, preparato nei dettagli… Un modo di fotografare in cui ogni scatto corrispondeva a…

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– Grande: Foto di Mario Macilau, mozambicano, alla mostra Making Africa che sta toccando tutta Europa.
– Piccola: Ritratto di Malick Sidibé, maliano (1936-2016). 

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