Rd Congo

“Sono state commesse violenze eccezionali e atrocità inimmaginabili nei confronti di tranquilli cittadini”. La denuncia arriva dalla provincia del Kasai Centrale, nel sud della Repubblica democratica del Congo dove da giorni si sono intensificati gli scontri tra militari dell’esercito e i miliziani del defunto capo tribale Kamwina Nsapu.

A lanciare l’allarme, con un comunicato inviato all’agenzia Fides, è il vescovo di Luiza, Félicien Mwanama Galumbulula. “Vi sono dei morti – prosegue il vescovo, che ha interrotto un viaggio in Europa per tornare subito nella sua diocesi – ma la popolazione è in preda alla psicosi al punto che è impensabile al momento organizzare le esequie delle vittime. Le parrocchie di Mubinza, Ngwema, Lubi, Kamponde, Mikele sono sconvolte” scrive “alcune sono state abbandonate ed altre saccheggiate”. A Ngwema e Mubinza, le zone più colpite dai combattimenti, preti locali “hanno dovuto camminare giorno e notte per trovare rifugio in un’altra zona”.

I combattimenti nel Kasai Centrale sono in corso, a fasi alterne, dal settembre 2016. L’11 febbraio scorso l’Onu ha espresso “inquietudine” per le violenze nella regione che, a suo dire, avrebbero provocato negli ultimi giorni almeno 50 morti nella sola provincia di Tshimbulu. (Fides)