Economia Migrazioni
Lo studio di Fondazione Moressa sui contributi al fisco versati dagli immigrati
Redditi in calo ma sempre risorsa da oltre 8 miliardi
25 Maggio 2022
Articolo di Redazione
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Un contributo importante, quello della componente immigrata al fisco italiano, secondo i dati diffusi da uno studio della Fondazione Moressa, l’istituto di ricerca creato e sostenuto dalla Cgia di Mestre, che rielabora i dati del dipartimento delle finanze del ministero dell’economia. 4,7 milioni di persone contribuenti hanno dichiarato, nel 2021, 57,5 miliardi di euro di redditi. E versato 8,2 miliardi allo stato.

Numeri che hanno risentito dell’effetto della pandemia, che ne ha provocato, per la prima volta, un calo. Diminuiscono, per effetto del Covid, infatti, sia i redditi che l’Irpef versata da chi lavora in Italia, vi paga le tasse ma è nato all’estero. I primi del 4,3%, i secondi dell’8,5%.

Permangono invece le diseguaglianze di reddito tra chi è nato all’estero e chi in Italia. Quasi la metà (48,7%) dei primi ha dichiarato un reddito annuo inferiore ai 10mila euro. Una fascia di reddito che riguarda solo il 29,5% delle persone contribuenti nate in Italia. Se si cambia fascia e ci si sposta tra i 10 e 25mila euro (una fetta di reddito che rappresenta circa 40 contribuenti su 100), la differenza diminuisce: riguarda, infatti, il 39,8% per le persone nate all’estero e il 40% per quelle nate in Italia.

Per quel che riguarda la distribuzione della popolazione contribuente nel territorio, si conferma la concentrazione al centro-nord. Sono quattro le regioni dove risiedono oltre la metà delle persone migranti che pagano le tasse: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Mediamente, ciascun contribuente nato all’estero, nel 2021, ha dichiarato 14.360 euro e versato Irpef per 3.270 euro.

Se ci si sofferma sulla provenienza d’origine, il 15,7% dei contribuenti nati all’estero è nato in Romania (654 mila). A seguire Albania (330mila), Marocco (255mila) e Cina (192mila).

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