Incrociano le braccia i dipendenti pubblici
In Sudafrica, i lavoratori dei servizi pubblici chiedono aumenti salariali e scioperano per il sesto giorno consecutivo. Tensioni e scontri con la polizia. Una mobilitazione che chiama in causa anche il presidente Zuma.

Era ampiamente previsto che in Sudafrica, conclusa la parentesi dei Mondiali di calcio e l’annessa “tregua sociale”, tanti nodi sarebbero giunti al pettine. E puntualmente il 18 agosto è scattato lo sciopero ad oltranza dei dipendenti pubblici che chiedono un aumento salariale dell’8,6% contro una proposta del governo di un 7%.

 

Ad indire lo sciopero, che riguarda 1 milione e 300mila lavoratori, la principale confederazione sindacale, il Cosatu, che ha un ruolo non trascurabile anche negli attuali assetti di governo. Infatti l’attuale presidente Jacob Zuma, al potere dall’aprile 2009, è riuscito a scalzare Thabo Mbeki (presidente dal 1999 al 2008, quando si è dimesso prima di concludere il secondo mandato) in virtù di un accordo tra l’African National Congress (Anc, il partito del dopo apartheid, che si è aggiudicato con il 65,9% dei consensi le elezioni del 2009), il Partito comunista (Sacp) e, appunto, il Cosatu. Ma il sindacato non può certo smettere di fare il proprio mestiere di fronte ad un rinnovo contrattuale.

 

Dunque la gestione e l’esito di questo sciopero rispondono a variabili non esclusivamente sindacali. Intanto, però, va sottolineato che anche oggi, come già nei giorni precedenti, si registrano scontri tra lavoratori in sciopero e forze dell’ordine. I manifestanti stanno organizzando picchetti davanti a scuole, ospedali ed edifici delle pubbliche amministrazioni per far sì che l’adesione allo sciopero sia totale. Spesso la polizia interviene, utilizzando anche proiettili di gomma. Intanto negli ospedali delle province del KwaZulu-Natal e del Gauteng per garantire il servizio sono stati utilizzati medici e infermieri militari.

 

Sugli scioperi è intervenuta anche la Conferenza episcopale sudafricana (Sacbc) che, pur sostenendo il diritto di sciopero, invita in particolare i lavoratori di scuola e sanità a «tenere conto dei bisogni di deboli, dei malati e dei giovani». Inoltre, in riferimento ai picchetti sindacali, i presuli chiedono a chi sta scioperando di «riconoscere i diritti degli altri di scegliere liberamente se aderire o meno allo sciopero».

 

Oggi, ilCosatu ha ribadito che la mobilitazione continua. Nelle prossime ore potrebbe sortire qualche effetto un’ingiunzione del Tribunale del lavoro che vieta di scioperare ai dipendenti pubblici responsabili di servizi essenziali. (rz)